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Quei sindaci insaziabili che chiedono altri 2000 milioni per il terremoto ‘80

di Mario Amelia

Duemila milioni di euro, difficilmente esigibili, e oltre mezzo secolo per completare l’opera di ricostruzione delle abitazioni distrutte dal terremoto del 1980. Una cifra enorme, difficile persino da pronunciare, figuriamoci da mettere insieme in questa crisi, ed un tempo molto lungo e incerto. Sono la cifra ed il tempo che, a distanza di 32 anni e di più di 32 miliardi di euro, il gruppo di lavoro per il completamento della ricostruzione delle zone della Basilicata e della Campania colpite dagli eventi sismici del 1980 (del ministero delle Infrastrutture) ha individuato per chiudere la ricostruzione del terremoto dell’80. Esattamente 600 milioni di euro sono le esigenze della regione Basilicata e 1.400 milioni di euro quelle della regione Campania. Sono diverse le cose che lasciano sbalorditi: sorprende la richiesta ufficiale dopo che tanto è stato speso (e sperperato come certifica anche la Corte dei Conti); sconcerta che lo stesso gruppo di lavoro abbia scritto nel documento con cui certifica il fabbisogno che “stante l’attuale congiuntura economica ed in mancanza di una seria svolta legislativa, i comuni terremotati e gli aventi diritto al contributo hanno tra le mani una pretesa che, anno per anno, anche per effetto della spirale inflazionistica sui costi, diventerà sempre più inesigibile”. Tradotto: questi soldi non arriveranno mai. Strabilia poi che ci siano ancora comuni in ritardo con l’erogazione dei buoni contributi e che il gruppo di lavoro del Ministero abbia dovuto “esperire sopralluoghi” nei comuni di Vallesaccarda, Carife, Caposele, Colliano, Napoli, Palomonte, Lacedonia, Nola e Ottaviano per la Campania, Picerno, Muro Lucano, Balvano e Potenza per la Basilicata. Ma più di tutto stupisce che proprio nei giorni in cui l’Emilia è stata sventrata dalle continue scosse di terremoto alcuni sindaci della provincia di Avellino si siano recati presso il Ministero delle Infrastrutture, in particolare dal sottosegretario Guido Improta (nella foto), con il cappello in mano, per discutere “delle tematiche e delle problematiche connesse alla ricostruzione post-sisma ottanta che non ancora completa la sua fase in questa terra”. E cioè, dopo quasi 32 anni, ventisette leggi, fondi equivalenti a tre finanziarie, 32 miliardi e 363 milioni di euro spesi (dal 1980), pari a due punti di prodotto interno lordo, questi amministratori abbiano avuto il coraggio di presentarsi a Roma – mentre la terra tremava da altre parti – per parlare di “problematiche relative alla messa in sicurezza delle strade e allo sviluppo contingente delle stesse”, ancora dopo 32 anni e tanto asfalto, e di “controllo dei fondi che sono stati ripartiti sui territori della Regione Campania” che “mostra tutta la sua distrazione e incuranza, non attivando le procedure per la stipula dei mutui con le banche da parte dei comuni”. Cioè sono andati a chiedere altri soldi e lo sblocco di altri fondi e debiti con le banche. Ma forse questi amministratori non sanno che il fabbisogno – come stabilisce lo stesso gruppo di lavoro del Ministero nella relazione – è determinato solo per le esigenze abitative e non per le opere pubbliche. Per i buoni da assegnare per la ricostruzione delle abitazioni, non per realizzare le strade, come invece artatamente è stato diffuso. All’incontro romano hanno partecipato: il sindaco di Montemarano Beniamino Palmieri, quello di Greci Bartolomeo Nicola Zoccano, il primo cittadino di Savignano Irpino Oreste Ciasullo, il sindaco di Frigento Luigi Famiglietti, i primi cittadini di Taurano Antonio Graziano, di Lauro Salvatore Mazzocca, di Marzano di Nola Trifone Greco, alcuni rappresentanti delle associazioni Lega delle autonomie locali e dell’Anpci, e l’ingegner Romano, componente del gruppo di lavoro per il completamento della ricostruzione dei comuni terremotati. Un tempo c’erano “i nidi sfondati” di Alberto Moravia. Adesso ci sono solo le tasche sfondate e insaziabili.
(nella sezione paradossi altri servizi sul terremoto in Irpinia del 1980)

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