Mer. Lug 17th, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

Quel blitz contro i “neri” che riesuma la Napoli anni ‘70

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Operazione dei carabinieri nei confronti di esponenti dell’estrema destra partenopea
di Gianmaria Roberti

20130124_jjjojUn tuffo all’indietro nella Napoli incendiaria degli anni ’70, scolpito dalle parole d’ordine del nazismo duro e puro, in cerca della resa dei conti con i “rossi”, e dall’odio viscerale per gli ebrei “pieni di soldi”. Dal buco nero della storia, spunta il blitz in cui finiscono agli arresti dieci militanti dell’estrema destra, appartenenti aI movimentI Casapound, Hmo e Blocco studentesco. Tra loro, Emmanuela Florino, figlia di un ex senatore missino, candidata alla Camera, a cui toccano i domiciliari. Stessa sorte, nel provvedimento del gip Francesco Cananzi, anche per Aniello Fiengo, Giovanni Senatore, Giuseppe Guida e Massimo Marchionne; in carcere vanno Enrico Tarantino e Giuseppe Savuto, altro candidato al collegio Campania 1 della Camera; obbligo di dimora per Raffaele Palladino, Andrea Coppola e Alessandro Mennella. È un trattato sul nazifascismo del 2000, l’ordinanza di 427 pagine sfociata negli arresti di oggi, volta a colpire “una associazione con finalità di eversione dell’ordine democratico”. Con un piede nel passato, a passo delle oche, e uno nel futuro, con le elezioni alle porte: l’organizzazione progettava “l’inserimento in ambienti istituzionali” di suoi componenti , e aveva “l’intento di creare un complesso affaristico di cooperative finanziarie del comitato politico-eversivo occulto”. Gianluca Iannone, leader di Casapound Italia, parla di “arresti a orologeria per impedirci di affrontare in condizioni di parità la campagna elettorale”. Le indagini aprono invece uno squarcio su un mondo parallelo, sospeso tra archeologia da anni di piombo e modernità, mistica hitleriana e il ritorno della peggio gioventù. L’operazione dei carabinieri del Ros, scattata all’alba a Salerno, Napoli e Latina, ipotizza le accuse di banda armata, associazione sovversiva, detenzione e porto illegale di armi e di materiale esplosivo, lesioni a pubblico ufficiale e attentati incendiari. Gli indagati, più numerosi dei dieci colpiti dai provvedimenti cautelari, sono accusati dal procuratore aggiunto Rosario Cantelmo e dal sostituto Luigi Musto di aver organizzato e pianificato scontri di piazza nella primavera del 2011 a Napoli, attentati con lancio di bottiglie incendiarie contro il centro sociale Insurgencia di Napoli, indottrinato giovani militanti all’odio etnico e all’antisemitismo, inneggiando a testi di culto come il Mein Kampf. La teoria razziale poteva diventare prassi violenta: alcuni indagati pensavano di incendiare un negozio di un orafo ebreo in via Chiaia, aggredire e violentare una ragazza ebrea all’università di Napoli. Tarantino su Facebook esaltava la nascita di Hitler con “disprezzo per gli ebrei” scrive il giudice. “Perché io pure sono d’accordo che non sono mai esistite le camere a gas, che non c’è mai stata nessuna deportazione”, si infervora Savuto al telefono con una simpatizzante. La guerra senza tempo tra “compagni” e “fasci” scoppiò nel 2010, quando Casapound occupò un monastero abbandonato in salita San Raffaele, dando il via a scontri con i no-global e la polizia. Oggi, perquisizioni hanno portato al sequestro di coltelli, mazze utilizzate nelle aggressioni, ordigni esplosivi artigianale. Un filo nero lega l’inchiesta agli spettri del passato: sotto sequestro anche la presunta base operativa degli indagati, la vecchia sezione “Berta” dell’Msi in via Foria. Nel ’75, dalle sue finestre, fu lanciata una molotov che uccise la militante comunista Jolanda Palladino, mentre festeggiava nella sua 500 la vittoria del Pci alle comunali. Il giorno dopo una manifestazione partita da Piazza Mercato distrusse il covo dei “neri”.

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