Home
Il blog de IConfronti utilizza cookie di servizio e di analisi. Continuando la navigazione accetti l’uso di tali cookie. Più informazioni.
Tu sei qui: Home » MummyBook » Quel sano orgoglio materno

Quel sano orgoglio materno

Quel sano orgoglio materno
di Nicoletta Tancredi

essere-una-brava-mamma-musei-154923_LPassi da ba-ba-ba a “mamma, mi dai l’acqua?” in così poco tempo che neanche sapresti dire quando c’è stato il miracolo.
CosÏ è stato con Paola. CosÏ sarà con Camilla.
Ad ogni modo, siccome con Camilla non si va, almeno finora, oltre i suoni di lamento “mmmmmm”, di gioia “eeeeeeee” e di disperazione o dolore “aaaaaaaa”, è su Paola che mi soffermo a ragionare sull’apprendimento del linguaggio.
Prendi l’altro pomeriggio, per esempio, ero tutta contenta di portarla ad una lettura animata. Con tono entusiasta, le ho detto:
“Paola, a mamma, usciamo?”
“No, mamma, non bboglio uccire”.
“Ma come? C’è la lettura animata. Con tanti bimbi, ti divertirai?”
“No!”
“Dai, vestiamoci, mamma ti aiuta!”
“Ho detto no!” risponde categorica.
Quindi il mio ennesimo tentativo, prima dell’inevitabile resa.
E lei, guardandomi dritto negli occhi:
“Non intendo mai!”
Resto di stucco. Mi verrebbe da ridere.
“Non intendo mai!” Caspita che frase! Ha imparato “intendo”. Ne conosce il significato. Me l’avrà sentito dire chissà quando. Prodigi della mente umana! Insomma, mi ha detto di no, ma sta imparando a parlar bene e quindi sono contenta lo stesso.
Per non parlare di oggi pomeriggio.
“Paola, vieni fuori al balcone, prendiamo un po’ d’aria!” le dico.
Lei piccina piccina mi segue. Poi d’un tratto si ferma e indicando dell’acqua che è uscita dalle piante, mi dice: “Ma qui è scivoloso!”
“Scivoloso, scivoloso, ha detto scivoloso” faccio entusiasta a mio marito. Vuol dire che sta imparando a parlare bene. Arricchisce il suo lessico. Eccome! E, siccome per la maggior parte del tempo sta con me, vuol dire che io parlo a mia figlia in modo appropriato, senza quegli eccessi ridicoli della maggior parte dei genitori. Per non parlare dei nonni.
Hai presente quando un bambino al parco neanche è salito sulla bici che il papà irrompe in un urlo da stadio: “bravo, sei salitoooooo, ma braaaaavo, come pedali bene e che equilibrio!”
Ah no no, io non sono cosĂŹ!
Oppure quella nonna, che tutta intenta a far mangiare suo nipote dice: “hai taaaaanta fame, a nonna, bello mio, poveriiino, non mangi da due ore!”
Ah no no, io non sono cosĂŹ. Per fortuna!
Oppure quelle mamme che pur di acconciare i capelli delle figliolette in trecce e treccine, magari al mare, quando i capelli sono più difficili da sistemare, dicono: “ma che bellaaaa, quanto sei braaaaava, mamma fa preeeesto preeeeesto!”
Ah no! Io così non sono. Parlo a mia figlia normalmente. Con termini e toni adeguati! E l’esempio è Paola stessa. Comincia a parlare come un’adulta. Ora, non vorrei sembrare buffona, ma per la maggior parte del tempo la piccina sta con me!
Ila-alla-scrivania-webCerto mi resta solo un dubbio. Dell’altra mattina quando, come tutte le mattine, le ho dato i colori e il libro di Peppa Pig da colorare.
“Mamma, colora tu!” mi fa.
“D’accordo, coloro io! – rispondo – che cosa?”
“La gonna di Peppa pig! Con il biola”.
“Va bene”. Prendo il colore viola e neanche appoggio la punta sulla gonna di Peppa pig che Paola irrompe:
“Maaaaaamma, ma sei braviiiiiissiiiima, ma come colori bene! Lo sai? Sei piopio brava!”

Piccole e (in)confutabili veritĂ  di Mummybook

Informazioni sull'Autore

Numero di voci : 131

Lascia un Commento

Š 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

Scroll in alto