Home
Il blog de IConfronti utilizza cookie di servizio e di analisi. Continuando la navigazione accetti l’uso di tali cookie. Più informazioni.
Tu sei qui: Home » Archivio » Quella denuncia di don Aniello a I Confronti che ha scosso istituzioni e Chiesa

Quella denuncia di don Aniello a I Confronti che ha scosso istituzioni e Chiesa

L’iniziativa del Prefetto di Napoli è la conseguenza delle forti e vivaci prese di posizione sulle apparenti manifestazioni di fede della criminalità organizzata. Manifestazioni che sono soltanto espressione di una sottocultura lontana dalla vera religiosità.
Con questa breve nota, vogliamo soltanto ricordare che le polemiche sull’argomento, che hanno indotto le autorità civili e la stessa Chiesa ad assumere posizioni decise contro il fenomeno, originano da una coraggiosa sfida di don Aniello Mangniello, raccolta e pubblicata da questo blog nel giorno stesso in cui è nato, proprio un mese fa, per la precisione l’8 giugno scorso. La grande stampa ha amplificato la nostra intuizione: Gian Antonio Stella sul Corriere ha dedicato una pagina alla posizione di don Manganioello, riconoscendo a I Confronti la primogenitura di una battaglia di civiltà che non era mai stata fatta prima. Altri giornali regionali, unica eccezione il Corriere del Mezzogiorno, non ci hanno citato, ma abbiamo fatto loro da agenzia gratuita. Siamo contenti di aver dato una mano a chi, in crisi di idee, ne aveva bisogno. Con don Aniello Manganiello avevamo pensato di commentare questo risultato, ma poi ci siamo detti che non è nostra abitudine né rientra nello stile dell’ex parroco guanelliano di Scampia l’autocelebrazione. Niente nuova intervista, dunque. Ripubblichiamo, però, l’appello di don Aniello che mandammo in rete l’8 giugno scorso perché esso costituisce il documento originario di un vasto movimento di opinione, al quale abbiamo dato vita, e che ci auguriamo non si arresterà.

di Aniello Manganiello

Organizziamo una raccolta di firme per chiedere l’abolizione della festa dei Gigli di Nola.Sarebbe una scelta di civiltà per esprimere un forte contrasto alla camorra e alla illegalità.
Sarebbe, inoltre, una scelta di libertà, di affrancamento dalla piovra camorrista e la comunità cristiana potrebbe finalmente vivere, una volta scacciata la camorra dal tempio, questa festa in maniera autentica e vera. Un Giglio costa anche 100mila euro e rappresenta soltanto un’ostentazione pagana e rabbiosa della forza consumistica di una lobby o di una corporazione economica. Su questa sottocultura nascono e si gonfiano gli affari che la camorra coltiva per un intero anno e che consentono guadagni enormi.
Quello di Nola è un appuntamento annuale che non ha assolutamente più nulla di religioso. La grande quantità di denaro che circola è l’unica motivazione alla base di un rito che definire pagano è un provvidenziale eufemismo per quanti lo hanno indecorosamente snaturato. Gli interessi criminali, travestiti di religiosità, a Nola sono interessi diretti e attengono alla gestione globale del territorio, dove lo Stato in alcuni casi ha rinunciato a essere presente con le sue leggi e i suoi avamposti di legalità. Vi sono poi interessi anche indiretti che si coltivano con la cresta sulle offerte, favorite dalla credulità popolare e dalla religiosità idolatrica che di fede autentica non ha proprio nulla. Preoccupante è l’infiltrazione camorrista anche nelle associazioni che si definiscono religiose e che sono prevalentemente intitolate alla Vergine Maria, venerata come Madonna dell’Arco.
Penso ai battenti o ai fujenti che, in ogni lunedì dell’Angelo, partono da Napoli e arrivano presso il santuario della Madonna, a Sant’Anastasia. Vestono di bianco e indossano una fascia rossa, per evocare il miracolo della Madonna, avvenuto nel quindicesimo secolo, quando da una guancia della Vergine, raffigurata in un’edicola della zona, fuoriuscì inspiegabilmente sangue copioso. Il volto di Maria era stato colpito da una boccia con la quale giocavano alcuni ragazzi. Non tutte le associazioni “religiose” sono state conquistate e sono gestite dalla camorra, questo va detto per obiettività. Ne conosco tante, anche nell’Agro Nolano, dove questo fenomeno malavitoso non è presente. Nell’hinterland napoletano è invece la camorra che gestisce, quasi sempre, questo infame traffico costruito sui sentimenti di fede e di pietà della gente. Se l’ordine pubblico sta davvero a cuore alle autorità, bisognerebbe fermare questi pellegrinaggi sospetti da Barra, da San Giovanni a Teduccio e da tutto l’hinterland di Napoli. La camorra, così come le altre mafie, con queste iniziative di ampio coinvolgimento, ha occupato e stravolto lo spazio religioso.
In Sicilia, Calabria e Campania, la criminalità si è impossessata dell’organizzazione delle maggiori manifestazioni rituali. Ovviamente, di religioso in tale attività non c’è nulla. Le conseguenze sono devastanti, perché sotto attacco finiscono la religiosità autentica, l’anima e l’autenticità popolare. Santa Maria dell’Arco a Sant’Anastasia, in provincia di Napoli, il santuario della Madonna di Pompei, il santuario di San Pio da Pietrelcina a San Giovanni Rotondo, soprattutto la festa dei Gigli a Nola in onore di San Paolino – manifestazione di ordine religioso che si sta diffondendo nell’hinterland napoletano, attraverso numerose riproposte, in piccolo, della suddetta festa – costituiscono i fortini della camorra, che lucra sulla fede popolare di intere comunità e di popolosi e degradati quartieri. È una delle più fiorenti attività dell’estate che, come si sa, è scandita da tali radicate ricorrenze.
Perciò, diciamo basta a quest’offesa a Dio che la Chiesa colpevolmente ha tollerato e tollera. Sarebbe il caso che le gerarchie ecclesiastiche si spendessero di più nella pratica del Vangelo, vivendo pienamente lo spirito della Chiesa di frontiera, opponendosi a tutte le manifestazioni di sub cultura criminale. È così che si incrocia la società civile e la si sostiene nella lotta contro il degrado civile. Questo blog, nato per favorire la cittadinanza attiva e la legalità, lanci questa campagna: mai più processioni idolatriche e religiosità mafiosa!

Informazioni sull'Autore

Numero di voci : 3640

Lascia un Commento

© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

Scroll in alto