Lun. Set 16th, 2019

I Confronti

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Ravello riapre i conti con la poesia

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Una serata di versi, musica e danza dedicata ad Andrea Manzi
di Silvia Siniscalchi

CopertinaManzi_2014Dopo l’emozionante “colloquio”, a novembre, con la poesia di Dario Bellezza, la seconda edizione della rassegna Riflettori – organizzata a Ravello, presso il complesso monumentale dell’Annunziata, da Emiliano Amato e dal quotidiano online da lui diretto, il vescovado.it. – prevede, per martedì 9 dicembre (inizio, ore 19,00) un incontro dedicato al lavoro poetico del giornalista e scrittore Andrea Manzi, la cui fortuna critica va sempre più arricchendosi di contributi da parte di estimatori, per altro noti per la loro marcata severità (Masullo, Perrella, Amoruso, Cucchi, Piscopo, Pecora…).
Introdotto da Francesco G. Forte, l’appuntamento non si limiterà ad una disamina teorico-filologica, consistendo piuttosto in un cumulo di doni che artisti ed amici intendono offrire al poeta. Così ci sarà data l’occasione di assistere ad una sessione coreografica allestita dal Maestro belga Luc Bouy e ad una performance poetico sonora con protagonisti la voce dell’attore Giuseppe Basta e il pianoforte di Silvia Siniscalchi. In video, vedremo e ascolteremo Mariano Rigillo declamare La ballata a Miriam Makeba dello stesso Manzi e, felice e rarissima occorrenza, il decano dei filosofi italiani, Aldo Masullo, leggere e commentare due poesie dalla raccolta L’orma che scavo. Tra le altre sorprese, la pluripremiata poetessa Norma D’Alessio leggerà sue composizioni dedicate all’ospite e l’attore Pasquale De Cristofaro declamerà brani dai testi di Manzi per lo spettacolo Mediterraneo, il cui debutto è previsto il 16 gennaio.


AndreaManziAndrea Manzi
. Già caporedattore de “Il Mattino” di Napoli e de “L’Informazione” di Roma, ha fondato e diretto per sette anni il quotidiano del Gruppo l’Espresso “La Città”, per poi passare alla direzione della tv satellitare Telecolore-Sky 826 e alla vice direzione de “Il Roma”. Docente di teoria e tecnica del linguaggio giornalistico (Univ. di Salerno), si è occupato di estetica delle comunicazioni – L’arte nel sociale (coautore), Ed. Riuniti 1992 – e terzo settore (Gesù è più forte della camorra, Rizzoli 2011, con don Aniello Manganiello), campo in cui è attivo come presidente dell’Associazione “Ultimi” (per la legalità e la lotta contro le mafie). Già segretario generale della Fond.ne Ravello e direttore della Fond.ne Alario per Elea-Velia, ha diretto la rivista di studi socio-territoriali “Il Paradosso” ed ha ideato il blog per la cittadinanza attiva “IConfronti” (www. iconfronti.it). Per il teatro ha scritto Dino Campana poeta, Black out, Ring, Giovani senza dei (da Bruckner), Mediterraneo. È autore delle raccolte poetiche (d)io@parole.com (2010), Morire in gola (pref. M. Cucchi, 2009), Occhi indossati (pref. G. Amoroso, 2010).
Hanno scritto, tra gli altri
(Maurizio Cucchi, su Morire in gola). […] dotato di un’energia pressoché instancabile, in virtù della quale sa aprirsi ad ampie porzioni di una realtà instabile e sempre vissuta in tensione. […] Manzi si muove soprattutto nel segno di un violento espressionismo che non si placa soddisfatto di nessuna forma. Come avrebbe detto A. Porta, cerca […] di mantenere la stessa tensione affannosa del respiro entro schemi anche opposti […]. Questi aspetti possono legittimamente far rientrare la sua poesia nell’ambito di una sperimentazione a tutto campo, non dovuta alla freddezza intellettuale di un progetto letterario, quanto alla necessità morale di spingere la ricerca al fine di acquisire al testo più vasti campionari di realtà. […].
(Michele Sovente, su Occhi indossati). […]. Sono versi nati da un autentico stato di grazia, un solo, vasto flusso di energia vitale, come se l’incantevole paesaggio d’acqua, di luce, immergesse i sensi, la percezione, lo spirito in un primordiale liquido amniotico. […].
(Ugo Piscopo, su l’orma che scavo). […] la verità, però, qui, come anche nelle raccolte precedenti, per Manzi non ha nulla di statico e di definito o definitivo, essa piuttosto s’innerva e germina nel flusso magmatico della vita, in un continuum di diurnità e di notturnità, di materico e di spirituale. In filigrana, traspare costante un richiamo al garbuglio molto imbrogliato di soma e di psiche […]
(Elio Pecora, su l’orma che scavo). Una forte tensione genera la scrittura in versi di Manzi. È la tensione che rende necessaria la parola della poesia; pure qui la raggiunge in una tregua che è scioglimento e confidenza, misura intravista e sigillato mistero. Di fondo e intorno si muove il teatro dell’esistenza, quello che si nega e s’afferma, esalta e delude; ne deriva un ritmo che, per varietà di toni e di accenti, anche per cenni e baluginii, reinventa difficili e mobili verità, conduce a percezione inquietanti.
ospiti
luc_bouyLuc Bouy. Protagonista della danza internazionale, ha iniziato la carriera come ballerino solista allo Scapino Ballet di Amsterdam (1968-1971), per passare poi al celeberrimo Ballet du Xxème Siècle di Maurice Béjart (1971-1976) ed infine al Cullberg Ballet di Stoccolma, dove ha potenziato il suo talento coreografico. Trasferitosi in Italia nel 1989, è stato maître de ballet al Teatro Comunale di Firenze, e nella direzione del Ballo dell’Arena di Verona, del Balletto di Venezia e al Teatro dell’Opera di Roma. Docente presso le maggiori compagnie europee, è stato coreografo ospite del Balletto Nazionale di Cuba, del Balletto Reale delle Fiandre, del Teatro alla Scala, del San Carlo e di altre prestigiose istituzioni liriche. Ha creato numerose coreografie per Carla Fracci con la regia di Beppe Menegatti (Filumena Marturano, Antonio e Cleopatra, Il lutto s’addice ad Elettra, Zelda, Gerusalemme, Lady Macbeth sonnambula, Nozze di sangue…). Tra le sue ultime creazioni, I tuoi occhi, musica di Phil Glass (Festival di Spoleto 2003); Shakespeare in danza (Abanodanza); Stabat mater di Boccherini; Aida, regia di Zeffirelli (Mosca), Re Lear il suo matto e le sue tre figlie, Schiaccianoci e I capricci di Marianna (Opera di Roma), Il mio angelo, per il Teatro San Carlo (tournée in America latina). Ha fondato e dirige la compagnia Dansepartout. Tra i riconoscimenti, il Premio Positano per la Danza.

NZONorma D’Alessio. Ha pubblicato Primavera di fango (Avagliano 1998), dedicato alla tragica alluvione che colpì Sarno e la sua valle; Non si dice a me mi (Guida 2001), che descrive il mondo con gli occhi di un bambino e mette a confronto tre generazioni; il romanzo Angelo (oèdipus 2004) e le raccolte di versi Di pece e amaranto (ivi, 2006) e Un pesce e una rondine (ivi, 2009). Vincitrice del premio Solinas, nel 2005, con Una magica magia, è stata finalista, con Vieni a vedere, al Trofeo Rill per il racconto fantastico. All’attività di medico pediatra, affianca quella di consulente editoriale.

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