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Ravello, richiesta di archiviazione anche per la Gabanelli

Ravello, richiesta di archiviazione anche per la Gabanelli
di Emiliano Amato
L'ex segretario generale della Fondazione Ravello, Secondo Amalfitano

L’ex segretario generale della Fondazione Ravello, Secondo Amalfitano

È stata richiesta l’archiviazione all’atto di querela per diffamazione a mezzo stampa sporto nel febbraio 2014 dall’ex segretario generale della Fondazione Ravello, Secondo Amalfitano, nei confronti del direttore della giornalista Rai Milena Gabanelli e del collega Giuliano Marrucci per la produzione del servizio televisivo “Casa Brunetta” andato in onda nel corso della trasmissione “Report” su Rai Tre il 18 novembre 2013.

Nei giorni scorsi la notifica ad Amalfitano, della richiesta di archiviazione, da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno, richiesta alla quale il direttore di Villa Rufolo potrebbe non opporsi in seguito all’archiviazione del medesimo procedimento verso l’ex presidente della Fondazione Domenico De Masi e l’ex segretario generale Andrea Manzi per le dichiarazioni rese nel corso del servizio, ritenute diffamatorie da Amalfitano.

Ma, come spiegò la Gabanelli nell’introduzione al servizio «le sue case (di Brunetta nda) erano un pretesto per raccontare un’altra storia».

Era stato il Pubblico ministero Roberto Penna (che, lo ricordiamo, aveva stralciato le posizioni degli intervistati e degli estensori del servizio), a chiedere, nel dicembre 2014, l’archiviazione per Manzi e De Masi, non ritenendo di procedere in giudizio, dopo dieci mesi di indagini sulla carriera di Amalfitano da braccio destro di Brunetta a Presidente di Formez Italia.

De Masi e Manzi, lo ricordiamo, nel corso del servizio non avrebbero affermato nulla di diffamante nei confronti di Amalfitano.

«Rimase senza fare il Sindaco – disse De Masi riferendosi alla sconfitta elettorale di Amalfitano del 2006 – e in qualche modo senza lavoro. In quei giorni noi ottenemmo la Villa Rufolo e io avevo bisogno di qualcuno che la gestisse. Quindi mi sembrò del tutto naturale che fosse lui. Il patto è che se avesse trovato poi un lavoro serio, avrebbe lasciato questo posto ad un altro ravellese, ad un giovane ravellese».

«E’ il padrone di tutto» aveva dichiarato Manzi con riferimento alle attività di direttore di Villa Rufolo e segretario generale della Fondazione di Amalfitano, rivelando inoltre che la Fondazione Ravello avesse a libro paga una segretaria, Federica Bonfirraro, che di fatto lavorava a Roma presso Palazzo Grazioli.

E dire che solo un anno fa ieri il giudice della prima sezione civile di Roma aveva dato torto all’ex ministro Brunetta che aveva querelato il settimanale “l’Espresso” per un sevizio (di cui con ogni probabilità prese spunto Report) pubblicato nel 2008 dal titolo “Quel furbetto di Brunetta” in cui già figuravano i suoi legami con l’ex sindaco Secondo Amalfitano, con l’acquisto e la ristrutturazione dell’abitazione di Ravello. Brunetta, che chiedeva 7,5 milioni di euro di risarcimento danni, fu obbligato a pagare finanche 30 mila euro di spese legali.

Proprio in seguito al servizio di Report la Guardia di Finanza aveva acquisito gli incartamenti relativi a casa Brunetta presso l’Ufficio Tecnico del Comune di Ravello. Lo scorso novembre erano stati notificati tre avvisi di garanzia ai tecnici e al titolare della ditta per presunti lavori non conformi ai progetti realizzati all’interno del giardino di proprietà dell’ex ministro.

(da www.ilvescovado.it)

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