Regione Campania: il consigliere Ianniciello resta ai domiciliari

Regione Campania: il consigliere Ianniciello resta ai domiciliari

«I delitti contestati, le condotte, trovano rispondenza nei fatti e corretta è anche la qualificazione giuridica di truffa aggravata». Con queste e altre motivazioni la dodicesima sezione penale collegio D del tribunale del Riesame di Napoli ha confermato gli arresti domiciliari per il consigliere regionale campano Massimo Ianniciello. Secondo l’accusa, avrebbe presentato false fatture per un valore di 72mila euro, ottenendo il rimborso con accredito sul suo conto corrente. «Il gip ha operato un pregevole lavoro di inquadramento normativo e in particolare evidenzia la disdicevole prassi, confermata dagli accertamenti documentali e dalle dichiarazioni rese da persone informate sui fatti, di liquidare direttamente i Consiglieri regionale, laddove hanno provveduto a soddisfare in via di anticipazione i fornitori della prestazione», scrive Maria Luisa Miranda, giudice estensore del provvedimento che porta la firma del presidente Loredana Acierno e del giudice Pierangelo Cirillo. «Esiste una evidente realtà sulla società “Global Trade” (una delle aziende “fantasma” coinvolte nell’indagine, ndr). Si tratta di una azienda inesistente o quanto meno inattiva e, anche se Ianniciello non si è mai preoccupato di prendere contatti con le ditte, non poteva non sapere di non avere anticipato le somme di cui ha chiesto rimborso. Inoltre i prelievi che risultano dall’estratto conto del conto corrente del consigliere mai sono stati effettuati a favore della società General Trade, non risultano prelievi corrispondenti alle somme di cui si è chiesto il rimborso», si legge nel provvedimento. Sul pericolo di inquinamento delle prove i giudici tagliano corto: «Il pericolo in concreto desumibile dalla stessa condotta di Ianiciello nel corso delle indagini che si informava, presso i funzionari di banca, subito dopo l’accesso della Guardi di Finanza, in ordine agli accertamenti effettuati».

m.amelia

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