Regione e Comuni non pagano, niente assistenza ai disabili campani

Regione e Comuni non pagano, niente assistenza ai disabili campani

Sono state avviate già le procedure di licenziamento per 1.500 lavoratori dei centri di assistenza per disabili e anziani in Campania: a rischio l’assistenza per circa 3.000 pazienti con gravi patologie. Gli operatori, i malati disabili e gli imprenditori hanno chiesto maggiori assicurazioni per il comparto socio-sanitario-assistenziale. La questione investe residenze sanitarie assistenziali e centri diurni integrati che ospitano pazienti con patologie gravi e totale assenza di supporto familiare. Il problema è il credito con le amministrazioni locali. La spesa sanitaria relativa a questi centri, infatti, è in compartecipazione, dal 30 al 50%, con i pazienti e con i Comuni. Persone con una pensione di 400 euro si sono ritrovate a pagare ticket anche oltre 380 euro. In passato le Asl non sono state in grado di riscuotere i crediti così la patata bollente è passata direttamente ai centri. Molti Comuni in default non hanno un euro per finanziarie le prestazioni erogate dai centri accreditati e così, a 8 mesi dall’applicazione della delibera regionale che prevedeva la compartecipazione, tutto il settore socio-sanitario è sull’orlo della bancarotta. Il governatore Stefano Caldoro ha fatto sapere che nei prossimi giorni convocherà gli imprenditori e le associazioni di categoria per trovare una soluzione concreta e definitiva. Nel 2009 una struttura per assistiti disabili percepiva una remunerazione media giornaliera di 140 euro per posto letto. Oggi per l’adozione di tariffe decurtate del 40% rispetto a quelle ministeriali e a causa della compartecipazione che rende impossibile recuperare la quota a carico dei Comuni, la tariffa di ciascuna prestazione oscilla tra i 52 e i 73 euro.

m.amelia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *