Sab. Ago 24th, 2019

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Regione Lazio, la parentopoli più immorale parte da Napoli

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Tiene banco la storia dei collaboratori campani della Polverini: Ronghi, la compagna ed il figlio

Per alcuni il ricongiungimento familiare/parentale è d’obbligo. E soprattutto molto facile da ottenere. Nell’Italia delle famiglie sull’orlo della disperazione, dei figli che abbandonano il “nido” familiare per “emigrare” in cerca di un lavoro, c’è una famiglia più fortunata di altre. E poco importa se il padre in questione è Salvatore Ronghi (nella foto con la governatrice Polverini), potente amico di Renata Polverini, già dirigente dell’Ugl, già ex vicepresidente del Consiglio regionale della Campania, la compagna si chiama Gabriella Peluso, passata dall’Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Campania direttamente al ruolo di dirigente del servizio “Struttura Verifica dell’attuazione delle Politiche regionali e del programma di governo” della Regione Lazio, e quindi alle strette dipendenze del compagno, ed il giovane in questione è Fabio Ronghi, figlio del direttore generale Salvatore, assunto prima in Ciociaria in Acea Ato5, e poi distaccato negli uffici di piazzale Ostiense. Dunque, almeno per loro il ricongiungimento familiare è stato completato. La storia è stata rivelata da “Affari Italiani” e ribalzata subito su tutti i siti. Ed a proposito di Salvatore Ronghi, quest’ultimo risulta riconfermato nonostante il Tar e ora anche pronto per andare alla Camera dei Deputati nel governo prossimo venturo. Ammesso che il progetto Città Nuove possa avere un futuro. La piccola parentopoli regionale, nata con il trasferimento-ricongiungimento della compagna Gabriella Peluso, ora si arricchisce di un nuovo colpo di scena. A Roma c’è appunto un altro Ronghi, che di nome fa Fabio collocato tanto per cambiare in Acea, la potente multiutility romana, spesso scambiata per un parcheggio di portaborse, amici degli amici e elefanti da rottamare. Ci aveva provato anche Alemanno a collocare il suo ex portavoce Simone Turbolente ma senza riuscirci. A l’uomo del vangelo del sindaco, Acea aveva posto così tanti veti, da costringerlo persino ad un esamino con una società di recruiting che l’aveva bollato come inidoneo.
Meglio è andata invece a Renata Polverini. Anzi al suo potente segretario generale. Mentre sistemava la compagna, per il giovane rampollo le grandi manovre erano già in atto. Anzi, in Ato 5, l’ambito territoriale della Ciociaria in cui l’Acea gestisce il servizio idrico che ha assunto con decorrenza 1 ottobre 2007 il Ronghi junior (matricola 040173). E fin qui ci può anche stare, il ragazzo è a posto. Solo che scavando nella carte di Acea Ato5 viene fuori che all’epoca dell’assunzione i vertici di Acea Ato5 erano rappresentati dal presidente Stefano Tempesta e dall’ingegner Luca Matrecano, nato a Napoli e oggetto di un’inchiesta (per la cronaca: è stato prosciolto dal Gup) per la quale l’Acea Ato5 avrebbe ricavato «un ingiusto vantaggio patrimoniale con il riconoscimento di oltre 10 milioni di euro retroattivi». Così almeno scrisse la Guardia di Finanza. Dopo di loro, nel board è entrato come presidente una vecchia conoscenza del Campidoglio, tale Ranieri Mamalchi, mollato in tempo dal sindaco, insieme a Stefano Magini come Ad.
E il Ronghi junior? Per lui si sono aperte le porte di Roma, precisamente quelle che danno accesso alle stanze dell’amministratore delegato Staderini che lo ha collocato all’ottavo piano del fortino di piazzale Ostiense. E così, l’operazione di ricongiungimento è completa.
Sistemato il figlio, non resta che attendere per conoscere le sorti del padre. Il contenzioso in corso sull’assunzione di Ronghi è legato essenzialmente al suo curriculum, gelosamente custodito negli archivi della Regione Lazio. Affaritaliani.it denuncia che il segretario generale della Regione Lazio non avrebbe il titolo per ricoprire il suo posto. Renata Polverini, in barba al Tar, infatti, l’avrebbe riconfermato per altri tre mesi. La delibera con la quale è entrato in Regione è la n. 271 del primo giugno 2010.

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