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Regione Sicilia, in agitazione il mega ufficio stampa smantellato

Regione Sicilia, in agitazione il mega ufficio stampa smantellato

Sede della Regione Sicilia

Stato di agitazione e assemblea permanente della redazione dell’Ufficio stampa della Regione Sicilia. La decisione è scaturita – come recita un comunicato del Comitato di redazione dell’Ufficio stampa della Regione – «dall’ennesima dichiarazione, a mezzo stampa, del presidente Crocetta circa lo smantellamento dell’Ufficio stampa e vista la perdurante mancata convocazione dell’organismo sindacale, ai sensi dell’articolo 34 del Contratto collettivo nazionale di lavoro dei giornalisti, per discutere di ogni iniziativa che riguardi la riorganizzazione e che possa avere riflessi sui livelli occupazionali».
In periodo di crisi, la situazione in seno all’Ufficio stampa dalla Regione siciliana è molto seria: Crocetta avrebbe trovato, al suo insediamento, un ufficio composto da 21 caporedattori e, in tema di spending review, si è detto a piĂą riprese deciso a smantellarlo. Dopo l’ennesima dichiarazione di Crocetta alla stampa («oggi sarĂ  pronta la lettera che dichiarerĂ  decaduti i 21 giornalisti dell’Ufficio stampa») il comitato di redazione ha proclamato lo stato di agitazione e l’assemblea permanente.
«Della decisione – fanno sapere dal cdr – sono stati giĂ  informati sia il presidente della Regione che il segretario generale e, nel contempo, sono stati avvisati anche il Prefetto di Palermo e il segretario generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana. All’assemblea permanente di domani, hanno confermato la loro partecipazione i vertici della Fnsi e dell’Assostampa Sicilia».
I 21 giornalisti – come riporta Il Fatto Quotidiano – sarebbero stati tutti assunti ai tempi in cui era governatore Salvatore Cuffaro; Raffaele Lombardo, poi, li avrebbe confermati in toto.
«Costano 3,2 milioni di euro l’anno – ha ribadito in piĂą di un’occasione Crocetta – con questi soldi la Regione può pagare 200 precari. Nemmeno alla Rai o a Repubblica ci sono 21 capiredattori». A chi gli ha obiettato che, dopo la sua decisione, sarebbe pronta una pioggia di ricorsi, Crocetta ha risposto: «Se i giornalisti vorranno fare vertenza, lo facciano pure. Non hanno un rapporto a tempo indeterminato perchĂ© non hanno fatto un concorso pubblico, il loro rapporto è fiduciario. Presentino i curricula e li verificherò assieme agli altri che riceverò».
In passato – riporta Il Fatto Quotidiano – anche la Corte dei Conti si era interessata alla vicenda, aprendo un’indagine che calcolava in circa cinque milioni e trecento mila euro il danno erariale provocato dalla mastodontica composizione dell’ufficio stampa. Alla fine però i magistrati contabili avevano assolto sia Lombardo che Cuffaro.
(b. r.)

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