Gio. Lug 18th, 2019

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Renzi e Bersani alla sfida decisiva: si vota fino alle 20

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Al primo turno Bersani arrivò al 44,9%, nove punti in più di Renzi che si fermò al 35,5%

Aperti in tutta Italia fino a questa sera alle 20 gli oltre nove mila seggi elettorali allestiti grazie a quasi 100 mila volontari in gazebo, circoli del Pd e altre strutture messe a disposizione di Pd, Sel, Socialisti italiani e Api per il secondo turno di ballottaggio delle elezioni primarie che nella tarda serata decreterà il nome del candidato Premier del centrosinistra per le elezioni politiche del 2013. Colui, insomma, che partirà favorito per la successione a Mario Monti a palazzo Chigi nella prossima primavera, ammesso e non concesso che il Professore della Bacconi l’anno prossimo traslocherà. La sfida a due, tutta interna a casa Pd, porta il nome di Pierluigi Bersani e Matteo Renzi. O meglio, per la precisione, la sfida è quella che il trentasettenne molto ambizioso sindaco di Firenze Matteo Renzi, curato soprattutto dalle premure di Giorgio Gori, porta al paludatissimo Segretario del Pd Pier Luigi Bersani che dalla sua ha il partito, la Cgil e ora, a differenza di sette giorni fa quando già era uscito decisamente vincitore del primo turno, anche il sostegno di almeno due dei tre candidati alle primarie sconfitti domenica scorsa: il potente Nichi Vendola che porta in dote il consenso dei militanti di Sel, partito di cui è leader. E Bruno Tabacci, uomo immagine di quei moderati che, pur guardando a Monti, è nel centrosinistra che dicono a questo giro il centro doversi schierare. Al primo turno a votare si sono recati in 3.110.210 elettori di centrosinistra, autodichiaratisi tali e disposti a pagare non meno di 2 euro per poter dire la propria sul candidato premier. Bersani arrivò primo con 1.395.096 di voti, pari al 44,9%. Nove punti in più di Renzi, che di voti ne ebbe 1.104.958, ovvero il 35,5%. Mentre gli sconfitti si fermarono, rispettivamente, a Nichi Vendola al 15,6% (485.689 voti), Laura Puppato al 2,6% (80.628 voti) e Bruno Tabacci all’1,4% (43.840 voti). Per il ballottaggio odierno, invece, gli elettori potenziali sono già salite di almeno sette mila unità. Tanti infatti sono stati ammessi a votare per la prima volta al secondo turno. Ma molti di più, circa centomila sono stati quelli che, dopo la campagna a tappeto condotta a tal fine dal duo Renzi-Gori, ne avevano fatto richiesta ma ai quali non è stato concesso.
«Oggi è un giorno di festa» per il segretario del Pd Pier Luigi Bersani che si è recato al seggio a votare per il ballottaggio in mattinata a Piacenza, prima di raggiungere la capitale per attendere lo scrutinio in serata. «Non sono mica testo, sono bel tranquillo» ha detto Bersani ai cronisti che insistevano per un commento al fatto che il suo avversario Matteo Renzi ha scelto di andare a giocare a calcetto nel pomeriggio per rilassarsi. Il segretario del Pd è arrivato al seggio della circoscrizione 2 di Piacenza, assieme alla moglie Daniela e alle due figlie, intorno alle 11. Contrariamente a quanto annunciato ieri, Matteo Renzi si è recato a votare per le primarie del centrosinistra questa mattina, intorno alle 9.15. «Vi ho fregato…» ha poi detto ai microfoni di Sky Tg24, ricordando come domenica scorsa si fossero creati «un sacco di problemi per i cittadini a causa delle telecamere. Oggi ho fatto il sindaco». Il candidato alle primarie del centrosinistra ha poi spiegato che passerà la domenica andando a vedere la partita di calcio del maggiore dei due figli maschi. Nel pomeriggio, Renzi giocherà una partita di calcio a sette: «La facciamo così ci sfoghiamo un po’ con questo invece che sulle regole». «Un grazie a tutti i volontari che stanno tenendo aperti i seggi», ha sottolineato ancora il sindaco di Firenze.

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