Mar. Ago 20th, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

Renzi ha già perso l’aplomb e contesta il risultato

3 min read
Si torna a discutere sulle regole delle primarie e anche sui risultati del primo turno

I dati ufficiali arriveranno solo alle 18, dopo il via libera da parte del comitato dei garanti, ma con il ballottaggio ormai certo tra Pierluigi Bersani e Matteo Renzi si riaccendono le polemiche della campagna per le primarie. Dopo la giornata del voto, contraddistinta dal fair play, si torna a discutere sulle regole delle primarie e anche sui risultati del primo turno. Per il comitato promotore delle primarie i dati “ufficiosi”, che riguardano comunque il “90% dei seggi”, parlano di un distacco del segretario del Pd sul sindaco di Firenze di quasi dieci punti percentuali. Bersani si afferma primo con il 44,9%, seguito da Renzi al 35,5%, da Nichi Vendola al 15,6%, da Laura Puppato al 2,6% e da Tabacci all’1,4%. Dati prontamente smentiti dallo staff di Renzi secondo il quale le distanze sarebbero minori con Bersani al 43,4% e Renzi al 38,8%. C’è di più. I renziani con Nicola Danti chiedono al quartier generale del partito di “pubblicare on line sul sito tutti i verbali dei nove mila seggi” e contestano il metodo perché “aggregare i dati su base provinciale come ha fatto Nico Stumpo è molto discutibile”. E Roberto Reggi chiede che al secondo turno si possa far votare tutti. Matteo Renzi, con lo sguardo un po’ stanco e la voce roca per la lunga nottata elettorale, si dimostra comunque soddisfatto del risultato (“siamo stati isolati da tutto il gruppo dirigente del partito e comunque siamo tra il 35 e il 39%”) e pronto a dare battaglia. Il sindaco “dà per assodato” che i voti di Vendola finiranno a Bersani ma “pancia a terra” vuole giocare fino in fondo la sua partita cercando di “recuperare” tutti i voti possibili. Bersani trascorre a casa, a Piacenza (dove vince al primo turno con oltre il 50% dei voti), l’intera mattinata e una conferenza stampa è annunciata per le 15, proprio nella sua città. E’ il portavoce della campagna delle primarie di Renzi Roberto Reggi a chiedere che venga “cambiata la regola” che impedisce di votare al ballottaggio agli elettori che non hanno votato al primo turno. “Non accade nel mondo” osserva Reggi e rilancia, polemicamente: «Cosa facciamo domenica? Se vengono a votare in tanti che non hanno votato al primo turno li mandiamo via?» Quanto all’endorsement di Susanna Camusso per Bersani e alla preoccupazione su Renzi («se vince è un problema») Reggi accusa di conservatorismo la Cgil che «conserva i diritti di chi ha le tessere». E’ Davide Zoggia a ribattere a tutte le accuse osservando che «c’è qualcuno che vuole fare confusione gettando un’ombra sulla grande giornata di democrazia e sui risultati del primo turno delle Primarie». «Ma i numeri – rilancia – stanno lì a dire che più di 3 milioni di cittadini hanno partecipato alla consultazione e che Bersani ha quasi 10 punti di vantaggio su Renzi». Ma con il ballottaggio alle porte sono le alleanze a diventare tema dominante della giornata. Il vice segretario del Pd Enrico Letta mette le mani avanti: nessun “biscotto”, nessun accordo sottobanco, «sarebbe una cosa pessima» per chi domenica andrà a votare. Si punta ovviamente a riportare alle urne tutti i 3 milioni e 100 mila elettori del primo turno. Quanto agli altri candidati la Puppato ha annunciato che si vedrà sia con Bersani che con Renzi, mentre Tabacci incontrerà «tra poche ore» il segretario a cui si sente più vicino anche se, spiega, «se ci fosse stato Ichino avrei votato lui». Vendola? Il leader di Sel ha annunciato che «sceglieremo in base alle parole. Non voglio ragionare come se fossi l’ago della bilancia» e dunque «si riparte da zero».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *