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Renzi, i conti non tornano

Renzi, i conti non tornano
di Pasquale De Cristofaro
Il regista De Cristofaro

Il regista De Cristofaro

Renzi quando va in televisione, e ci va spessissimo sia in quelle pubbliche che private, parla in qualità di primo ministro o come segretario del PD? Obiezione più che legittima, a me pare, questa del partito Cinque Stelle. Mi spiego meglio; loro dicono che se ci va come primo ministro dovrebbe dichiarare agli italiani solo quello che è stato deliberato nel consiglio dei ministri o soffermarsi tutto al più sugli atti parlamentari in corso sulle deliberazioni governative, se si limita ad annunciare quello che il suo governo farà, è propaganda elettorale per il suo partito. In un modo o nell’altro la sovraesposizione mediatica del Renzi pensiero è realmente ingombrante e troppo rumorosa. Per tale motivo, credo che tale obiezione sia non solo giusta ma, aggiungo, tutto ciò pone un qualche problema al sistema della “par condicio”. Detto questo, a parte i tassi d’interesse che stanno dando una grossa mano al nostro paese e il gran movimento del primo ministro, nulla di nuovo c’è all’orizzonte: il partito democratico scalcia con le sue opposizioni interne; Berlusconi è in preda al panico per gli esiti delle sue sentenze e per la lettura dei sondaggi che vedono Forza Italia, il suo partito, ormai piazzato al terzo posto dopo il movimento di Grillo; il comico genovese spara su tutti a partire dai suoi oppositori interni per finire al capo dello stato che è diventato da un po’ di tempo a questa parte il suo bersaglio mobile; e i partitini della coalizione che ormai sanno di avere le ore contate non sapendo bene cosa l’elettorato riservi loro. Una situazione che potrebbe precipitare per lo stesso Renzi che, nonostante sembri avere il vento in poppa, è troppo condizionato dalla sorte del Cavaliere. Nel caso in cui, ad esempio, Berlusconi dovesse rimettere tutto in discussione, addio riforma elettorale e la modifica del titolo V della Costituzione, sulle quali il primo ministro si è giocata la faccia. Se Renzi non dovesse portare a casa queste cose, come lui stesso ha più volte giurato, sarà costretto a farsi da parte. Certo, c’è da dire che sul giuramento di questi nostri politici non c’è da fare alcun affidamento. Renzi, stesso, aveva detto che non sarebbe mai andato al governo senza passare per  il suffragio elettorale e, invece, nel breve giro di una notte è salito al potere con la più classica delle congiure di Palazzo. Quindi? Concludo dicendo che, forse, la razionalità non ci appartiene, siamo molto più bravi a farci del male.

I Confronti / Le Cronache del salernitano

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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