Renzi per rottamare i vecchi del Pd vuole i voti del Pdl

A balzare agli occhi, nella giornata della discesa in campo di Matteo Renzi, è che i commenti sulla convention di Verona vengono più dal Pdl che dal Pd. E d’altra parte, nel suo intervento, il sindaco di Firenze ha detto senza mezzi termini che la sua corsa punta a pescare anche nell’elettorato del centrodestra. Una mossa che ai piani alti di Sant’Andrea delle Fratte viene letta in realtà come un assist a Bersani che potrebbe ricompattare il partito intorno al segretario. Colpisce, però, il silenzio dei dirigenti del partito che ha il chiaro intento di non enfatizzare l’avvio della campagna per le primarie del sindaco di Firenze ma è anche, forse, il termometro del fatto che qualche grattacapo il rottamatore lo dà. Forse ancor più alle ‘alte sfere’ dei Dem che al segretario. Pier Luigi Bersani sceglie di impegnare tutta la giornata al programma. Prima riunendo un gruppo di economisti per mettere a punto proposte sulla crisi, poi facendo una serie di incontri con esponenti internazionali. Nessun commento sulla convention di Verona: un beu geste nella giornata “di Renzi”, ma anche un’ostentazione di sicurezza nei confronti del “rottamatore”. E, d’altra parte, i suoi, fanno rilevare i dati di un sondaggio della Swg svolto tra gli elettori del Pd che vedrebbe Bersani doppiare Renzi alle primarie con un 55% dei voti rispetto al 27%. E’ probabile che domani dalla festa del Psi il segretario dica la sua. In ogni caso, anche in replica all’attacco di Renzi (“le primarie non sono una concessione”) arriva la convocazione dell’assemblea nazionale del partito che dovrà, tra l’altro, cambiare lo statuto visto che prevede che a correre per le primarie di coalizione sia il segretario. Pochi i commenti su Renzi anche tra i dirigenti del Pd. In più di qualcuno, interpellato, fa sapere di non aver avuto modo o tempo di seguire l’intervento del sindaco di Firenze. Nessun commento nemmeno su twitter tranne quello, decisamente emblematico, del capogruppo alla Camera Dario Franceschini. “…prossima tappa la barba?:-)”, scrive, riferendosi al fatto che Renzi ha “preso in prestito” il suo slogan per le primarie del 2009 e che lui si è da poco fatto crescere la barba. Insomma, nulla di politico. Di certo, è la battuta che circola, Silvio Berlusconi avrà seguito l’intervento del sindaco di Firenze con maggiore attenzione di qualcuno nel Pd. Del resto, Renzi lo dice chiaro e tondo: «Non ho paura di prendere voti di chi ha votato per il centrodestra alle elezioni». Una battuta che viene letta come un autogol negli ambienti vicini a Bersani e che innesca un battibecco con il Pdl. «Renzi – è il commento caustico del segretario Angelino Alfano – dice cose talmente simili alle nostre e talmente irrealizzabili nel suo campo che se perde le primarie finirà per votare per noi». Rapida e dura la reazione che arriva dallo staff del primo cittadino di Firenze:«Comprendo lo smarrimento di Alfano – dice il coordinatore della campagna – che non è abituato alle prove di coraggio con i suoi leader, ma Renzi vincerà le primarie e il Pdl perderà le elezioni».

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