Mar. Ago 20th, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

Retata antidroga: donne speravano di scamparla perché incinte

3 min read
Tra gli arrestati ci sono dodici donne e sei minorenni, un quindicenne, gli altri tra i 16 e i 17 anni

In “Ieri, oggi e domani”, regia di Vittorio De Sica, una radiosa Sophia Loren, contrabbandiera di sigarette, non esitava ad avere gravidanze una dietro l’altra pur di sfuggire al carcere. Dal film alla realtà, a Torre Annunziata c’erano donne incinte che spacciavano droga, contando di sfuggire ai controlli o di suscitare meno sospetti grazie al pancione. Intere famiglie gestivano tre piazze di spaccio, con a capo soprattutto donne e minorenni. Quello scoperto dal gruppo della Guardia di Finanza di Torre Annunziata (Napoli), guidato dal tenente colonnello Carmine Virno, all’interno del quartiere Murattino e del parco Apega – considerati regno del clan camorristico dei Gionta – è uno scenario dove i capi sono sempre più giovani, le donne hanno preso il posto nei mariti spesso finiti in carcere, e gli acquirenti – che acquistano la droga accompagnati anche dai figli piccoli – considerano i pusher quasi come degli eroi, perché capaci di guadagnare tanto con uno sforzo ritenuto minimo. Oggi l’operazione, denominata Biancaneve e coordinata dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata e dalla Procura per i minori di Napoli, ha portato la Guardia di Finanza ad eseguire un’ordinanza cautelare nei confronti di 29 persone, 19 delle quali finite in carcere, cinque ai domiciliari e tre raggiunti da divieto di dimora in provincia di Napoli. Un’operazione che ha permesso di scardinare una articolata rete di spaccio di sostanze stupefacenti, composta oltre che dai responsabili e dai pusher, anche da vedette e sentinelle, questi ultimi aventi il preciso compito di vigilare sulle piazze di spaccio 24 ore su 24, monitorando e segnalando i movimenti delle forze dell’ordine, «agevolati in questo – sottolinea il procuratore della Repubblica facente funzioni, Raffaele Marino – dall’atteggiamento omertoso e solidale degli abitanti del quartiere, pronti in ogni circostanza ad avvertire di eventuali presenze sospette». Tra gli arrestati ci sono dodici donne e sei minorenni (un quindicenne, gli altri tra i 16 e i 17 anni), di cui buona parte rivestivano ruoli importanti all’interno del sodalizio criminale. In quello che era ritenuto un vero e proprio «supermarket della droga» per l’ottima qualità dello stupefacente ceduto, i guadagni erano di centinaia di migliaia di euro. In alcuni casi lo stupefacente veniva venduto da donne incinte, che facevano leva proprio su tale condizione per cercare di eludere i controlli. «L’ubicazione delle tre piazze di spaccio – sottolinea ancora il procuratore della Repubblica di Torre Annunziata facente funzioni – nonché i legami di parentela di gran parte degli indagati, non lasciano dubbi sulla contiguità degli stessi con il clan camorristico dei Gionta». L’ultimo aspetto evidenziato da Raffaele Marino è «la familiarità con la quale i pusher e gli altri componenti dell’organizzazione vengono trattati dagli abitanti del quartiere e dai passanti, che spesso si fermavano a scherzare con loro, anche senza acquistare droga. E’ più che evidente che costoro vedono nel pusher e nei suoi sodali, capaci di guadagnare somme enormi con il minimo sforzo, null’altro che degli “eroi” o comunque persone importanti di cui vale la pena essere amici. Lo stesso dicasi per i clienti, che non solo si presentavano sulla piazza per fare acquisti spesso in compagnia di bambini anche piccoli, ma – in un clima di illegalità “globale” – finivano spesso per diventare anch’essi all’occorrenza spacciatori o vedette, pronte a segnalare la presenza delle forze dell’ordine».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *