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Revocato appalto nel Salernitano. Ciancio: fermiamo la camorra

Revocato appalto nel Salernitano. Ciancio: fermiamo la camorra

Il veto della Prefettura di Roma per tentativi di infiltrazioni mafiose e la conseguente revoca dell’appalto alla ditta Sigma per il radicale recupero dell’ex tabacchificio di Pontecagnano (previsti un polo culturale con cinema, biblioteca e auditorium) ha creato un preoccupato allarme in Campania per le invasiva forza della criminalità organizzata. Il Comune di Pontecagnano, in seguito al monito del prefetto di Salerno, ha dovuto revocare l’appalto, avviando le procedure per una nuova gara. L’azienda, che si ritiene ingiustamente colpita, ha fatto sapere intanto che sta predisponendo ricorso al Tar. In merito alla vicenda e facendo seguito ad un forte impegno di denuncia delle infiltrazioni criminali nella pubblica amministrazione, il sindacalista Luigi Ciancio (nel riquadro in alto), segretario regionale della Feneal Uil, ha dichiarato a IConfronti: «Le infiltrazioni camorristiche oltre rappresentare la spia di una grave questione economico-finanziaria, con la criminalità che lucra sui lavori pubblici sottraendo risorse al mercato legale, sono anche un tragico problema culturale, del quale sono responsabili in prima istanza i pubblici amministratori. Questi ultimi, per ogni appalto, potrebbero inviare comunicazione alla Dia per un preventivo esame e non lo fanno. Ma soprattutto non dovrebbero abbandonare i cantieri al loro destino, una volta partito l’appalto. Purtroppo, invece, di norma accade proprio questo. E, poi, ci si chiede perché la camorra fa affari così ingenti nel Salernitano? Anche il procuratore della Repubblica Franco Roberti ha ammesso, in un recente convegno, che a Salerno non si spara più perché la camorra fa affari molto più cospicui che altrove. Occorre, pertanto, una mobilitazione della società civile – ha conclusi Ciancio – per cambiare questa classe dirigente inadeguata, incapace ed eticamente molto carente».

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