Ricatti, peccati, sesso e potere dietro le dimissioni del Papa

Ricatti, peccati, sesso e potere dietro le dimissioni del Papa

Papa_BenedettoXVIRicatti, potere, sesso e vere e proprie lobby sarebbero alla base delle dimissioni di Papa Benedetto XVI. L’ipotesi, avanzata nei giorni scorsi da Repubblica con un articolo a firma di Concita De Gregorio, apre la scena a dubbi, riflessioni e dibattiti sul ruolo della Chiesa negli ultimi anni. Su fatti insabbiati e presunte mancanze relative al sesto e al settimo comandamento da parte di esponenti illustri della Chiesa.
In una storia complicata e ricca di intrecci, si cerca di districare la matassa per venire a conoscenza di parte della verità che – tra qualche scandalo insabbiato e altri emersi – sarebbe alla base delle dimissioni del Pontefice.
Il Papa avrebbe, nei giorni in cui scoppiava lo scandalo Vatileaks, incaricato tre cardinali di realizzare un’inchiesta interna, con decine e decine di interviste a prelati e laici.
I tre cardinali – Joseph Tomko, Salvatore De Giorgi e Julian Herranz – avrebbero consegnato nelle mani del Papa un vero e proprio dossier segreto che, secondo quanto scritto dal Corriere della Sera, sarebbe composto da due tomi di quasi trecento pagine. Una relazione sotto il segreto pontificio che sarebbe custodita nella cassaforte nell’appartamento di Papa Ratzinger; carte che conosce solo lui e chi le ha scritte e che conterrebbero una vera mappatura della zizzania e dei cosiddetti pesci cattivi interni al Vaticano.
Un quadro di interviste e dichiarazioni spontanee rese in Italia e all’estero che farebbero emergere lobby e una rete trasversale, accomunata dall’orientamento sessuale. Un dossier segreto sarebbe nelle stanze del Pontefice, pronto a passare di mano al momento dell’insediamento del nuovo Papa, che dovrà decidere il da farsi; si tratta di un dossier che farebbe già tremare in molti ecclesiastici.
Non commettere atti impuri e non rubare: sarebbero questi i comandamenti violati da esponenti della Chiesa. La relazione sul punto pare sia esplicita: si parla di alti prelati che subirebbero il ricatto di laici a cui sono legati da vincoli di natura “mondana”. E a questo punto emerge anche la storia di monsignor Tommaso Stenico, che fu sospeso dopo un’intervista su La 7 in cui raccontava di incontri sessuali avvenuti in Vaticano. Potrebbe essere giusto a questo punto collegare tutto anche alla scomparsa di Emanuela Orlandi, la giovane cittadina vaticana, scomparsa nel 1983? Nei giorni scorsi l’accostamento lo ha fatto la “Bild”, quotidiano tedesco che, in un articolo di commento alle dimissioni del Papa, si chiede: «Gli scheletri nell’armadio del Vaticano sono i corpi di ragazze morte». La ricostruzione dell’articolo però, al di là della domanda, non aggiunge nulla alle supposizioni di Padre Amorth più volte avanzate sul presunto delitto a sfondo sessuale alla base della scomparsa della Orlandi.

(b. r.)

Barruggi

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