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Antiche ricette e acrobazie circensi

Antiche ricette e acrobazie circensi
di Luigi Zampoli

renzi-lettaPer la terza volta in tre anni gli italiani si ritroveranno un capo di governo non scelto dal corpo elettorale, sia pur non direttamente visto che il nostro sistema elettorale non lo consente.
Dopo Monti e Letta arriva il terzo primario al capezzale del grande malato d’Europa, giovane, ambizioso, praticamente sfrontato.
Dalle potenti cure antibiotiche del primo si è passati ai sedativi del secondo ed ora si fa affidamento sulle vitamine del giovane Renzi.
L’anomalia italiana continua “…..in anticipo sul nostro stupore”, verrebbe da dire parafrasando la strofa di una canzone di De Andrè; siamo ritornati ai tempi in cui i governi venivano fatti e disfatti nei palazzi del pentapartito, con il parlamento ed i cittadini completamente esautorati dalle loro funzioni.
E così Renzi si ritrova presidente del consiglio in pectore dopo un colpo di mano nella direzione nazionale del Pd, proprio come una volta i vari potenti democristiani si davano il cambio a Palazzo Chigi dopo gli esiti dei consigli nazionali della Dc. Lo chiamavano il “rottamatore”, il nuovo che avanza…
La defenestrazione di Letta sa di antico, un sapore di stantio che non ne vuol saper di abbandonare le stanze della politica nostrana; il suo governo non è caduto in seguito ad un voto di sfiducia, ad un passaggio parlamentare su di un provvedimento specifico. No, l’uomo delle larghe intese, anch’egli in fondo dal dna scudocrociato, è stato archiviato perché l’onda “nuovista” del post-guelfo Renzi ha una smania irrefrenabile di abbattersi sui destini della nazione e condurli agli approdi di una nuova stagione di riformismo.
Se non fosse che siamo passati dalla versione “pisana”, colta, riflessiva delle larghe intese a quella “fiorentina“ giovanilista, trendy; nel frattempo il carro renziano si riempie di agili saltatori, ex dalemiani, bersaniani, sindaci, ex lettiani, sinistra pd ed umanità varia, senza considerare quelli che vengono da altri “luoghi” politici, alfaniani, montiani ecc. . Quando il carro diventa troppo pesante si rischia di sbandare alla prima curva pericolosa; nessun triste presagio, per carità, solo un pizzico di realismo, perché in fondo su quel carro ci siamo tutti noi!
Gli italiani, come sempre, assistono, applaudono il nuovo giovane pilota del carro, aspettano tempi migliori e ….di votare.

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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