Ridurre le Province altrimenti non partirà lo sviluppo economico

Ridurre le Province altrimenti non partirà lo sviluppo economico

La semplificazione e la razionalizzazione dell’apparato amministrativo dello Stato sono fondamentali affinché l’Italia sia competitiva in Europa. Lo ha detto il ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione, Filippo Patroni Griffi, che oggi è intervenuto all’appuntamento inaugurale dell’edizione 2013 della rassegna il Sabato delle idee. La manifestazione si è svolta a Castel Capuano a Napoli e il primo appuntamento è stato interamente dedicato al tema “Città metropolitane e riordino delle autonomie locali”.
Nel corso dell’incontro, il ministro ha ridisegnato il percorso di riforme che a suo dire è necessario per abbattere i costi della macchina amministrativa del Paese e per migliorare l’efficacia delle azioni di governo degli enti locali.
«Il governo del territorio – ha detto il ministro – si compone, come un puzzle, di diverse forme di governo che devono avere carattere interdisciplinare, ma il territorio e le unità amministrative spesso non camminano con lo stesso passo». Per questo motivo, ha spiegato Patroni Griffi, il governo Monti aveva provato a mettere a punto una ristrutturazione delle autonomie locali che completasse il processo di riforma che era partito nel 1990 «sulla carta con l’ideazione delle Città Metropolitane ma in realtà praticamente mai attuato».
«L’avvio del progetto delle Città Metropolitane e la razionalizzazione delle province che il governo Monti aveva previsto – ha spiegato Patroni Griffi – avrebbero potuto rappresentare una grande svolta per il rilancio economico del Paese che non può prescindere da una semplificazione amministrativa che avrebbe portato con sé due grandi benefici: un enorme riduzione dei costi pubblici di gestione e un assetto governativo decisamente più funzionale alla valorizzazione delle esigenze dei territori». Un progetto vanificato in extremis da un emendamento notturno, a duplice firma Pdl e Pd, che ha bloccato la riforma sospendendone l’attuazione.
Secondo Patroni Griffi, tra i primi punti all’ordine del giorno del prossimo governo dovrebbe esserci proprio il riordino delle autonomie locali.
«La ratio che deve ispirare la riforma – ha detto il ministro – deve essere la differenziazione delle funzioni tra i diversi livelli di Enti Locali: alle regioni competenze essenzialmente programmatiche, funzione amministrativa su area vasta alle province (ridotte nel numero) e il resto delle competenze soprattutto ai Comuni (il cui numero andrebbe sensibilmente ridotto) e alle Città Metropolitane».
Per il ministro sarebbe di grande importanza il ruolo delle città metropolitane: «Napoli, Roma e Milano resteranno indietro di trent’anni, come già sono, rispetto a Barcellona, Parigi e Francoforte se non si avvia il progetto delle città metropolitane».
Al primo appuntamento del 2013 del Sabato delle idee hanno preso parte: Antonio Bonajuto, presidente della Corte di Appello di Napoli; Vittorio Martusciello, Procuratore generale presso la Corte di Appello di Napoli; Lucio d’Alessandro, Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa (nella foto in alto durante il suo intervento); Marco Salvatore, professore ordinario di Diagnostica per Immagini all’Università “Federico II” di Napoli (foto in copertina con il ministro Patroni Griffi). Alla discussione, coordinata dal giornalista del Corriere della Sera Sergio Rizzo, hanno preso parte Marco Olivetti, professore ordinario di Diritto costituzionale all’Università degli Studi di Foggia e Luciano Vandelli, professore ordinario di Diritto degli Enti Locali all’Università degli Studi di Bologna.
L’appuntamento di sabato prossimo sarà dedicato al tema “Il servizio pubblico radiotelevisivo come fabbrica della cultura e della comunicazione” e vedrà la partecipazione del direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi.

Barruggi

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