Riffeser Monti: il 40% dei quotidiani sull’orlo della chiusura

Riffeser Monti: il 40% dei quotidiani sull’orlo della chiusura

È sempre più crisi nel settore dell’editoria. I cali delle vendite dei giornali, la riduzione drastica dei ricavi pubblicitari e, in generale, la crisi economica che attanaglia il Paese, mette alle strette anche le principali aziende editoriali.
In questi giorni i gruppi editoriali stanno provvedendo alla comunicazione degli utili netti dei primi nove mesi del 2012 e i primi bilanci dell’anno non ancora concluso sono abbastanza critici: in crisi le principali aziende editoriali del Paese e, per la prima volta, finanche Mediaset ha chiuso i conti in rosso.
Nei giorni scorsi ci ha pensato Andrea Riffeser Monti, vice presidente e amministratore delegato della Poligrafici Editoriale – uno dei principali gruppi editoriali della scena italiana che edita, tra gli altri il Quotidiano Nazionale, network tra il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno – a lanciare l’allarme e a far arrivare un accorato appello al Governo.
«Il 40% dei giornali italiani – ha detto Riffeser Monti – rischia la chiusura. Per tamponare la situazione oramai pesantissima servono interventi immediati da parte del Governo».
Le dichiarazioni del vice presidente della Poligrafici Editoriale sono giunti al termine del Consiglio di Amministrazione che ieri ha approvato il resoconto dei primi nove mesi del 2012 per la sua azienda: riduzione dei ricavi anche per questa azienda editoriale (-8,2%).
Riffeser Monti ha rivolto un invito alla protesta a tutti gli editori che abbiano a cuore la salvaguardia della libertà di stampa. «La crisi dell’editoria italiana ed europea – ha spiegato – continua ad aggravarsi come testimoniano anche i recentissimi licenziamenti e le chiusure in Spagna: la spirale negativa si avvita ulteriormente con le edicole che chiudono e i giornali che perdono vendite».
«Per tamponare la situazione di grande difficoltà, servirebbero provvedimenti anche non onerosi per i conti dello Stato, ma qualora i partiti, il Parlamento, il Governo non intendano valutare in modo adeguato la criticità del settore e le proposte dimenticate nei cassetti sapremo come comportarci».
La protesta a cui fa riferimento Riffeser Monti è spostare politica e affari di Governo nell’ultima parte del giornale, pur mantenendo intatti i valori della correttezza dell’informazione.
Intanto, anche il Consiglio di amministrazione di Arnoldo Mondadori Editore SpA del presidente Marina Berlusconi ha approvato il resoconto dei primi nove mesi 2012: il fatturato è in riduzione del 7,5% rispetto al 2011.
Per la prima volta nella sua storia, anche Mediaset ha chiuso i primi nove mesi in rosso. L’azienda paga principalmente il crollo degli spot e chiude il terzo trimestre con una perdita di 88 milioni di euro solo nel terzo trimestre (perdita complessiva dei nove mesi: 45,4 milioni). Nei nove mesi i ricavi sono calati a 2,65 miliardi contro i 3,04 dello stesso periodo di un anno fa. Il problema, anche in questo caso è il calo della raccolta pubblicitaria.
Intanto, nel settore editoriale, appare sempre più difficile la situazione in seno al gruppo Gruner+Jahr/Mondadori: nei giorni scorsi l’assemblea dei giornalisti ha approvato un pacchetto di 24 giorni di sciopero. L’Assemblea – si legge nella nota diffusa – «ritiene inaccettabile la proposta di una cassa integrazione a zero ore per una parte dei 24 presunti esuberi che l’azienda continua a dichiarare, sia la proposta di una cassa integrazione a rotazione che non tocchi in alcun modo direttori e uffici centrali, lasciando ai giornalisti economicamente più deboli l’onere esclusivo del sacrificio».

Barruggi

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