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Rifiuti, Caldoro getta la croce su Napoli e Salerno

Rifiuti, Caldoro getta la croce su Napoli e Salerno

Il governatore della Campania, Stefano Caldoro, si mostra preoccupato per “la situazione di criticità nella gestione del ciclo integrato dei rifiuti nelle Province di Napoli e di Salerno”. È proprio questo, infatti, il titolo di un documento trasmesso martedì 18 settembre dal presidente della Giunta regionale della Campania all’assessore regionale all’ambiente Giovanni Romano, ai sindaci dei Comuni in provincia di Napoli e Salerno, ai presidente delle Province di Napoli e Salerno, Luigi Cesaro e Edmondo Cirielli, nonché ai prefetti, al presidente dell’Anci Campania Vincenzo Cuomo, e chi più ne ha più ne metta. Due cartelle, quanto basta per evidenziare le “criticità” nelle due province campane e scaricare le responsabilità sui comuni, dimenticando forse che in Campania vige l’inconsueta “provincializzazione” dei rifiuti, con obblighi e responsabilità annesse. Con questo documento, inoltre, il presidente riconosce che esiste “un esponenziale e preoccupante incremento, rispetto al 2011, delle quantità di rifiuti trasferite fuori regione, per lo smaltimento finale”. Situazione “che oltre a testimoniare la ineludibile necessità di porre in essere tempestive e idonee iniziative, deve trovare integrale copertura nella tariffa e quindi grava interamente sul cittadino”. Insomma, l’emergenza non è mai finita, come invece ci hanno fatto credere. Nello stesso giorno, inoltre, era emersa anche un’altra notizia: il finanziamento da parte della Regione Campania di progetti e studi di fattibilità per nuovi impianti di trattamento di rifiuti ed una o due discariche in provincia di Napoli e Salerno. Si tratta di 4 digestori anaerobici presso gli Stir di Avellino, Casalduni, Santa Maria Capua Vetere e Battipaglia oltre a un gassificatore nel casertano, una o due discariche per le province di Napoli e Salerno e un termovalorizzatore per le ecoballe nel giuglianese. Un “tentativo per calmare” l’Ue, integrando il piano inviato dalla Regione (d’intesa con Province e Comuni) al governo e poi trasmesso da Palazzo Chigi alla Commissione europea e scongiurare la maxi-multa più volte minacciata da Bruxelles.
Tornando invece alla nota ai sindaci, il presidente Caldoro ricorda innanzitutto che Raffaele Ruberto è stato nominato commissario straordinario per l’individuazione dei siti e la realizzazione di impianti di discarica a Napoli e Salerno, succedendo ad Annunziato Vardè e poi lo stesso governatore della Campania “ritiene necessario richiamare l’attenzione” degli amministratori a cui è indirizzata la lettera “sull’indispensabile e doverosa collaborazione che da parte di codesti Enti deve essere assicurata”. Prima di chiarire in che cosa consiste questa doverosa collaborazione il presidente ricorda “che la carenza infrastrutturale, segnatamente agli impianti finali che connota in particolare il territorio delle Province di Napoli e di Salerno è allo stato oggetto di procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea che, in assenza di significative e tangibili evidenze circa il reale impegno degli enti a ciò deputati, espone lo Stato italiano, tra l’altro, al rischio di consistenti sanzioni pecuniarie”. Ecco la multa da Bruxelles diventa sempre più probabile. Però il presidente Caldoro non si limita a “spronare” solamente gli amministratori alla collaborazione amministrativa, il governatore “minaccia” e scrive: “eventuali ritardi del piano attuativo (per altro ancora poco conosciuto, come si vede dalla genericità delle indicazioni fornite alla Ue, ndr) che dovessero indurre la Commissione europea a un giudizio negativo, fanno venire in rilievo profili di responsabilità che si riverberanno, a caduta, alla stregua delle attribuzioni demandate dalla normativa vigente, anche su codeste Amministrazioni nonché sugli enti e soggetti nell’ambito territoriale che seppure tenuti istituzionalmente, non hanno garantito il proprio supporto all’espletamento delle azioni finalizzate al raggiungimento degli obiettivi, o addirittura ne hanno illegittimamente ostacolato l’attuazione”. Come si dice, “uomo avvertito, mezzo salvato”, ma sembra anche un tentativo per “lavarsene le mani” e poter dire un giorno, in caso di caos e nuova emergenza rifiuti, “di aver avvisato chi di dovere”. Chissà se questo, infine, non significherà nuove sorprese e nuove discariche per le popolazioni della provincia di Napoli e Salerno. Tanto Caldoro, il 18 settembre ha scritto e avvertito i sindaci e le Province.

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