Rifiuti in Campania, altri sei mesi e la competenza passa ai Comuni

Rifiuti in Campania, altri sei mesi e la competenza passa ai Comuni

Toccherà ancora alle Province della Campania provvedere allo smaltimento dei rifiuti per i prossimi sei mesi, ma poi dovranno provvedere i Comuni. Lo prevede il decreto legge approvato oggi dal Consiglio dei ministri che di fatto ha prorogato il regime speciale. Sui Comuni, secondo il piano previsto nel 2010 e che è stato prorogato quindi di sei mesi, grava la funzione della raccolta, dello spazzamento e del trasporto. Al momento la Campania produce, in media, circa 7200 tonnellate di spazzatura al giorno. Solo parte però viene smaltita in regione. La maggior parte della spazzatura che viene prodotta nella provincia di Napoli continua a varcare i confini della Regione (centinaia di tonnellate vanno anche all’estero) con costi con non sono affatto trascurabili. Secondo i dati della Sapna (la società della Provincia di Napoli) per i trasferimenti e il conseguente smaltimento della spazzatura fuori regione si sono spesi circa 100 milioni di euro. Nel territorio regionale c’è un solo impianto di termovalorizzazione ad Acerra (Napoli) e sette Stir mentre si attende ancora il completamento delle strutture di compostaggio per il trattamento della frazione organica. Con questi impianti in zona si potrebbe ridurre la filiera dello smaltimento e, quindi, abbattere anche i costi di lavorazione. Da giugno toccherà ai Comuni (bisognerà però definire la composizione degli Ato, gli ambiti territori) decidere le modalità per lo smaltimento ma anche sostenere i relativi costi.

m.amelia

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