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Rifiuti, per colpa di Napoli e Caserta si rischia il disastro

Rifiuti, per colpa di Napoli e Caserta si rischia il disastro

È sconfortante il quadro aggiornato della situazione rifiuti tra Napoli e Caserta emerso dalle audizioni in Prefettura della Commissione parlamentare d’inchiesta. I costi per il trasferimento all’ estero dei rifiuti non smaltiti di Napoli, in mancanza d’impianti – dice il presidente della Sapna Giovanni Perillo – ammontano a 30 milioni di euro nel 2012. La stessa cifra dovrà essere impegnata anche per il 2013, anche aumentando, se necessario, la Tarsu, che è già – secondo l’assessore regionale all’ambiente Giovanni Romano «la più cara d’Europa». Il vicesindaco di Napoli Tommaso Sodano chiede l’assegnazione al Comune di «buona parte dei 300 milioni di fondi Fas e Por» per poter estendere la raccolta differenziata oltre quota 500 mila cittadini, il massimo raggiungibile con i fondi ora disponibili. I dati del Comune danno la differenziata al 68% nelle zone della città dove funziona il “porta a porta”, al 15% dove ci sono i contenitori. Dai 300 mila cittadini coinvolti nella differenziata si arriverà a 400 mila con la gara in corso che riguarda Pianura e San Pietro a Patierno. Lo stesso Sodano ammette che la situazione dello spazzamento in città «è disastrosa». «L’emergenza finanziaria si avvicina ed il sistema dei rifiuti rischia il collasso, non solo a Napoli, ma nell’intera Campania» – dice l’assessore regionale Giovanni Romano. «Lo ripeto da un anno, anche per i Comuni virtuosi che praticano la differenziata con i tagli governativi la situazione non è più sostenibile senza aumentare le tariffe. Il costo complessivo del debito maturato dal ciclo rifiuti sfiora il miliardo di euro». «Il nodo di fondo – riconosce Romano – resta quello della mancanza degli impianti». L’istruttoria del Commissario per il termovalorizzatore di Napoli Est dovrebbe terminare tra 30 giorni e l’offerta di A2A è attrezzata con i partner finanziari per realizzare l’opera. Ma l’assessore ammette il rischio di una nuova interminabile trattativa sulla ubicazione dell’impianto, al quale il Comune continua ad opporsi. «In tutti i Paesi industriali i modi di smaltire i rifiuti che restano dalla differenziata sono due: i termovalorizzatori o le discariche. L’Ue ci ripete che Napoli non può fare eccezione». Preoccupa il dato finanziario, la Regione rischia il collasso e l’assessore regionale Romano spiega il perché: «Quest’anno trasferiremo fuori dalla regione 600mila tonnellate di rifiuti, il doppio dell’anno precedente per effetto di alcuni impianti di smaltimento. Non possiamo pensare di avere la tariffa sui rifiuti più alta d’Europa, destinata ad aumentare con l’aumento dei rifiuti che invece di essere trattati e smaltiti qui vengono portati fuori. Oggi la media di riscossione in Campania arriva a malapena al 60%, vuol dire che il sistema sta implodendo sotto il peso sempre più schiacciante di un debito che oggi interessa i Comuni che non riescono a incassare, le Province che con le loro società non riescono a garantire i costi del trattamento e i consorzi di bacino che non riescono a pagare gli stipendi. Sommando i debiti raggiungiamo cifre vicine al miliardo di euro in regione».
Il procuratore Giovanni Colangelo ha parlato con i commissari delle «numerose inchieste in corso sui rifiuti». Quanto ai roghi di rifiuti tossici nelle “Terre dei fuochi”, che comprende una settantina di Comuni tra Napoli Nord e Caserta Sud, il magistrato ha detto: «Stiamo accertando se c’è la mano della criminalità organizzata».

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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