Rifiuti tossici, “fuochi” e morte, anche don Manganiello in guerra

Rifiuti tossici, “fuochi” e morte, anche don Manganiello in guerra

Don Manganiello-2Partirà in settimana una raccolta di firme in tutti i comuni dell’Agro Nolano per sollecitare le autorità a fare qualcosa per scongiurare la catastrofe nella terra dei fuochi.

Come don Patriciello, ora alza la voce anche don Aniello Manganiello, che su questo fronte è in prima linea già da più di un anno. La prima riunione dell’Associazione Ultimi, da lui fondata 15 mesi fa, è avvenuta proprio a Camposano nell’estate del 2012. In pochi, allora, parlavano di roghi, rifiuti tossici, morti per tumore. Don Aniello, con il professore Antonio Marfella, Andrea Manzi e altri componenti dello staff di “Ultimi” riunì la cittadinanza in una casa privata e chiese a tutti di unire le forze e denunciare una situazione giunta al punto limite.

Martedì prossimo don Aniello ripartirà con forza e vigore ed è pronto a tutto, pur di fermare la strage degli innocenti che sta distruggendo la Campania con i roghi e le tonnellate di rifiuti interrati.

La prima richiesta di “Ultimi” è quella di realizzare immediatamente una mappa dei terreni inquinati. Tra i 47 Comuni campani dove sono interrati i rifiuti tossici ci sono anche quelli del Nolano. Don Aniello vuole sapere quali sono, dove sono i rifiuti.

Dopodiché, l’altra richiesta è quella di analizzare le acque di tutti i pozzi della zona. Con quelle acque i contadini assolvono alle loro esigenze quotidiane e irrigano i campi. Se in quell’acqua vi sono davvero i metalli pesanti, come pare, il tumore è più che probabile per chi la beve.

“I contadini che dovessero essere privati dell’utilizzo dei pozzi – dice don Manganiello –  potrebbero essere risarciti con i soldi ricavati dalla vendita o dall’utilizzo produttivo dei beni confiscati alla camorra”. Ovviamente sarà necessario l’intervento del legislatore, ma senza la pressione dell’opinione pubblico “il nostro scadente parlamento di nominati – insorge don Aniello – non produrrà mai un risultato apprezzabile”.

Altra richiesta che comparirà tra i punti della sottoscrizione è l’utilizzo dell’esercito per sorvegliare il territorio ed evitare altri “fuochi” e nuovi interramenti. “Sull’asse mediano circolano piccoli automezzi che trasferiscono rifiuti tossici. Occorre fermarli e sorvegliarli tutti – sostiene don Aniello -. Sappiamo per certo che la camorra non utilizza più grossi automezzi, ma piccoli mezzi di trasporto che si mimetizzano tra gli altri lungo l’asse mediano. Perché la POLSTRADA non li controlla? Lì dentro transita il veleno che uccide la nostra gente”.

Da martedì tavoli in tutto l’Agro Nolano, poi si passerà ad altre azioni di lotta, nessuna esclusa al momento.

Come don Patriciello, anche don Aniello (il primo a urlare queste denunce) scende in piazza, disposto a tutto.

La politica è corrotta o è morta in Campania, resta la chiesa di frontiera a far compagnia ai cittadini nella denuncia di uno dei peggiori crimini perpetrati ai danni dell’umanità e soprattutto degli ultimi.

Andrea Manzi

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