Gio. Ago 22nd, 2019

I Confronti

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Riflettori su Gesù / Nostalgia di un amico

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di Luigi Rossi
di Luigi Rossi

friend_jesusTutte le testimonianze scritte su Gesù non riproducono semplicemente i fatti, ma sono intrise dei punti di vista di chi li tramanda, espressione di persone e di gruppi che in essi si rispecchiano, tutti impegnati a consolidare la propria memoria e le proprie convinzioni. Si tratta di testimonianze veritiere perché riportano esperienze autentiche nelle quali si specchiano i punti di vista di natura religiosa di chi li ha redatti, processo di accumulazione di dati ed una continua selezione degli stessi, mentre oralmente sono stati tramandati da persona a persona.

Risultato di tante narrazione è il tentativo di veder delineato un personaggio col quale intessere una profonda relazione di amicizia. E’ questa la grande nostalgia che mi anima nel delineare alcuni aspetti non di un Gesù intimista o da santino, ma una icona capace di coinvolgere, indurre a porre domande, a scoprire eventuali risposte sulle quali fondare non solo le scelte di vita, ma anche trovare occasione di ristoro nei momenti di maggiore solitudine interiore.

Il suo primo messaggio è stato il suo stile di vita; penetrandolo, s’intuisce il segreto della sua persona; infatti, da adulto, Gesù compie una scelta radicale che alla fine determina la sua condanna e, quindi, la morte. La voce di Gesù riusciva ad incantare la folla non solo perché, utilizzando una particolare impostazione e tono, arrivava direttamente al cuore, ma anche perché quello che diceva rispondeva perfettamente a quanto l’uditorio sentiva il bisogno di ascoltare. Lo aveva dimostrato in un modo tutto particolare mentre i discepoli distribuivamo i pani nel deserto. Egli, con convincente dolcezza, spiegava appunto che il pane è come l’amore vero che non finisce mai, ecco perché nelle ceste che la folla si passava rimaneva sempre abbondante. Gesù continuamente invitava ad avere fede perché con essa si possono rimuovere le montagne, compiere le azioni più difficili, fare cose apparentemente strane perché più si ama e più amore si riesce a dare. Gli apostoli lo hanno constatato percorrendo le strade della Galilea.

Gesù compie la missione andando incontro alla gente alla quale appartiene e ne condivide la vita, pronto a confrontarsi con situazioni cruciali dell’esistenza per rovesciare le costrizioni che affliggevano il popolo, al quale ha insegnato come attendere un domani imminente, foriero di una radicale palingenesi per il riconquistato dominio di Dio sul mondo. Chi lo ha conosciuto di persona ha riferito che Egli non ha mai rinunciato a stare con gli altri, anche se non ha mai posto radici in un determinato luogo. In questo modo è riuscito a preservare la propria libertà d’azione ed entrare in tutte le case per insegnare all’interno della realtà domestica, persino alle donne, a valutare in modo diverso i comportamenti individuali. Egli risultava efficace perché, quando insegnava, non enunciava principi astratti; sempre attento ad osservare, faceva mille domande su quanto incontrava nel circoscritto mondo della Palestina per stimolare l’attenzione di ciascuno e coinvolgere l’intero uditorio.

Raccontare alcuni episodi della sua vita, scegliere tra le azioni e le parole, convergenti nelle testimonianze dei discepoli, aiuta a ricostruire un’immagine convincente della figura storica di Gesù e a generare una salvifica nostalgia per l’amico, anche se per le tante varie esperienze della vita lo si dovesse ritenere perduto.

(1 / continua)     

 

 

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