Riflettori su Gesù / Un amico fidato delle donne

Riflettori su Gesù / Un amico fidato delle donne
di Luigi Rossi

GesùDonneLa sensibilità di Gesù veniva sconvolta dagli eventi dolorosi che ferivano la sua anima, quasi divisa in due tra la partecipazione al dolore ed un mutismo carico di interrogativi quando leggeva negli occhi degli altri la paura che rende incapaci di reagire, sensazione che disorienta facendo perdere il senso dell’essere e ritrovare se stessi.

A questo proposito costante è stata la sua attenzione per la condizione delle donne, sovente da lui scelte come protagoniste in positivo delle dinamiche del Regno in evidente contrasto con gli insegnamenti impartiti nella sinagoga dai rabbini pii ed osservanti della legge. Le vedove delle sue parabole e le donne che incontra lungo le strade della Palestina rifuggono dalla prudenza mondana quando rischia di frenare slanci di generosità. Soltanto il superbo invita a raccolta i vicini per farsi lodare sollecitando gli sguardi compiacenti dei sodali, pronti per convenienza ad esaltare la sua magnanimità. Invece bisogna saper andare oltre i veli della dissimulazione e distinguere sincerità e falsità, fare esperienza della generosità vera di chi offre senza calcolo. È la gratuità dell’anima, che rende ricca l’offerta conferendole valore perché non si fa affidamento sul ritorno, disposti a dare quel poco che si è avuto senza preoccuparsi delle conseguenze. È la scoperta della grande ricchezza del dare senza riserve, veramente frutto della libertà nell’amare.

Tutto ciò Gesù lo ha travasato, ad esempio, nel racconto della donna di Tiro. Costei, nella sua semplicità, ha mostrato senza vergogna la propria indigenza, una povertà che, alla fine, l’ha resa signora. La consapevolezza della sua condizione la rende ricca, esattamente come Gesù ha detto sul monte inneggiando ai poveri in spirito chiamandoli beati perché la povertà interiore rende liberi distogliendo dalle pastoie del possesso. Il profeta Eliseo, da lui citato, privilegia proprio questo tipo di vedova con i vasi in dispensa vuoti, ma col cuore pieno.

Per il Maestro l’incontro con le persone non è stato mai un caso. Egli si è seduto sull’orlo di qualsiasi pozzo della nostra coscienza per attendere che, prima o poi, chi ha bisogno si accosti. Egli è pronto a ripetere il miracolo di misericordia, ad illuminare la vita vissuta nell’oscurità. È il dono di un amore grande e gratuito, invito a ribaltare l’esistenza, senza paura di perdere presunte certezze perché occorre sapersi guardare dentro, oltre la quotidianità. Costa fatica, ma non ci si deve spaventare o preoccuparsi se l’acqua è torbida o limpida. Importante è mettersi in discussione, cioè rimuovere pozze stagnanti nell’io abbandonandosi all’amore che, come un mare in tempesta, porta a galla non solo i detriti, ma fa emergere tesori nascosti. La samaritana ha trovato la sorgente, finalmente libera di guardare la sua vita con occhi diversi, pronta a lasciare la brocca, il peso della propria esistenza con tutte le fatiche rovesciate per terra perché disposta a riversare il suo quotidiano sull’amore. Per Gesù tutto ciò non è un’abitudine, egli rinnova l’esperienza ogni volta che ci raggiunge; rende testimoni in grado di esprimere un amore riconosciuto, non cercato, non meritato, non donato, partecipi di una grazia liberante che permette di sentirsi amati e di poter amare.

(8a puntata, continua)

redazioneIconfronti

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