Riflettori su Gesù / Un amico medico dell’anima

Riflettori su Gesù / Un amico medico dell’anima
di Luigi Rossi

Ghirlandaio,_Domenico_-_Calling_of_the_Apostles_-_1481Gesù compie uno dei primi gesti di partecipata comprensione per la condizione degli anziani in casa di Pietro. Vedere qualcuno in lacrime, accostarsi a lui per una parola di conforto, anzi chinarsi verso chi manifestava bisogno erano gesti usuali del suo agire amoroso. In tal modo, quella volta ridiede vigore al corpo di una persona anziana e, soprattutto, le risanò il cuore febbricitante, magia dell’amore che sa ridare gusto e sapore alla vita liberandola dal male e rischiarandola da ogni opacità. Al cospetto della sofferenza Gesù non rimane indifferente, entra dentro la dimensione personale così oscura moltiplicando i gesti di benevolenza, amando l’altro proprio così com’è, in tutta la sua debolezza. Quando con estrema delicatezza egli allunga la mano e solleva l’altro, il suo amore innalza alla primitiva dignità sanando dalla condizione di cronico malanno, sovente collegata al vuoto della solitudine interiore. Chi lo ha incontrato con fede é rinato grazie al suo tocco amorevole che eleva alla dignità di figli pronti a servire gli altri, riconquistata dignità che riconosce ad ogni persona la capacità di affrontare la vita in tutti i suoi aspetti.
Gesù prese per mano quella persona anziana, la quale cominciò a percepire un calore sempre più intenso. A partire dalla punta delle dita, prese a scorrerle per il corpo una scossa irradiandosi come nuovo sangue nelle vene. La donna inspirò profondamente, una calma solenne si impossessò del suo animo; intanto il calore continuava ad espandersi per il corpo conferendole una piacevole sensazione, come quella che si prova d’estate a mare mentre i raggi del sole irradiano tutto il corpo. Un sentimento di gioia contribuiva a fare svanire la tristezza che da tempo l’accompagnava trasformando, a causa della malattia, le esperienze quotidiane in amara malinconia. La donna sentiva la vita fluire mentre ritornava ad impossessarsi prepotentemente del suo corpo, aprì gli occhi e per un attimo riuscì ad incrociare quelli intensi del Maestro, che conferivano una serenità capace da sola di guarire.

Lo stesso comportamento Gesù assume in un’altra occasione, quando in mezzo alla folla nota l’emorroissa. Anche in mezzo alla calca, egli riesce a vedere, si fa toccare e, chinandosi sul bisognoso, elimina ogni ostacolo alla nostra fragilità. Dopo tanti anni ed inutili tentativi, la sofferente ha bisogno di quel gesto di amore che l’avrebbe tolta dall’isolamento causato da una malattia ritenuta impura.

Quante volte la sua richiesta era caduta nel vuoto. Nella desolazione di una vita di costanti illusioni, emerge il bisogno di una cura finalmente efficace e questa proviene dallo sguardo pietoso e compassionevole di Gesù. La donna aveva perso tutte le sue sostanze consegnandole a medici stregoni; senza alcuna possibilità, pensa ad un ultimo gesto per guarire: superando l’orgoglio del dover chiedere, la vergogna per dover dichiarare alla folla l’origine del suo star male che le genera tanta debolezza, il timore di un ennesimo diniego. Ella tocca con fiducia l’orlo della tunica. Gesù é attratto, quasi sedotto dall’invocazione di aiuto proveniente da un cuore desolato e triste. Richiama l’attenzione dei discepoli, confusi e estenuati dagli spintoni e proprio in quel momento la libera dalle afflizioni dello spirito.

Anche in questa occasione il Messia realizza le parole del profeta, che invita a manifestare le ragioni del proprio malessere, occasione per vincere l’orgoglio perché già il fatto di mostrarsi bisognosi d‘amore costituisce un passo decisivo verso la salvezza.

Lo sguardo penetrante di Gesù s’incontra con quello triste e timoroso delle donna assillata per anni da perdite di sangue. Ella si sente in colpa per averlo toccato, consapevole della propria impurità legale. Ha sentito parlare del giovane Maestro, dei prodigi che ha compiuto, della sua compassionevole sollecitudine verso i malati. Ella è sofferente nel corpo e nello spirito, condannata alla solitudine e al disprezzo, in lui cerca innanzitutto comprensione e poi la guarigione che le possa garantire la salvezza inserendola di nuovo a pieno titolo nel popolo della Promessa. Sente le parole di Gesù e comprende che non sono un rimprovero, ma un invito alla fede. Pronunzia il suo sì e si sente guarita.

Il Maestro continua il suo cammino tra la folla; lei si ferma, non riesce, non osa continuare a seguirlo, una lacrima di riconoscenza le riga il volto, nella memoria si stampano gli occhi di quell’uomo la cui luce rasserenante l’accompagnerà per tutta la vita.

redazioneIconfronti

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