Riforma in arrivo, più snello il giudizio disciplinare per i giornalisti

Riforma in arrivo, più snello il giudizio disciplinare per i giornalisti

editoria-libri-giornaliLa nuova legge sull’editoria potrebbe prevedere la riduzione dei gradi di giudizio disciplinare per i giornalisti. Come noto, i gradi di giudizio attualmente sono cinque: due disciplinari (consiglio territoriale e nazionale di disciplina) e tre giurisdizionali (primo grado, appello e Cassazione). Il testo del ddl ora in esame al Senato prevede, tra le varie cose, il riordino del procedimento disciplinare. Il testo del ddl, e in particolare il dossier n. 369/1 Servizio Studi – Dipartimento Cultura della Camera, parla di “alternatività dei ricorsi avverso la decisione del Consiglio territoriale dell’Ordine dei giornalisti” e sembra escludere di fatto la possibilità di cumulo delle impugnative prima davanti all’organo di disciplina nazionale e poi davanti al giudice ordinario. È fatta salva la possibilità di fare ricorso al Presidente della Repubblica qualora si sia deciso di optare per la via amministrativa, con ricorso al Consiglio nazionale dell’Ordine. Attualmente il ricorso al Presidente della Repubblica è alternativo alla giurisdizione amministrativa in quanto contro le decisioni del Consiglio dell’Ordine dei giornalisti viene adito il giudice ordinario. Il ddl mira a cambiare le regole alla luce dell’art.24 della Costituzione che garantisce la tutela giurisdizionale dei diritti soggettivi.

Insomma, la nuova legge sull’editoria – che potrebbe essere approvata entro l’estate – dovrebbe apportare nuove modifiche al settore della disciplina dei giornalisti. Dopo le modifiche del 2012 con l’introduzione dei consigli di disciplina, potrebbero esserci ulteriori novità su questo fronte. Ma il testo del ddl sull’argomento non scende nei dettagli in quanto prevede che i decreti legislativi in materia vengano emanati con Dpr entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e insieme al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, al Ministro dell’Economia, al Ministro della Giustizia dopo aver sentito lo stesso Consiglio Nazionale dell’Ordine.

È opportuno ricordare che il ddl sull’editoria è in esame al Senato, dopo l’approvazione alla Camera, e che nelle scorse settimane anche i vertici dell’Ordine dei giornalisti sono stati ascoltati in Commissione a Palazzo Madama.

Il disegno di legge prevede, tra le varie cose, anche nuove norme relative alla composizione e alle competenze del Consiglio nazionale dell’Ordine. In particolare, mira alla ridefinizione del numero di componenti del Consiglio nazionale (che non dovrebbe superare le 36 unità) e al riordino e alla razionalizzazione delle competenze dell’Ordine in materia di formazione. Il ddl prevede anche un adeguamento del sistema elettorale con la garanzia di massima rappresentatività territoriale.

Il disegno di legge è composto da sette articoli e prevede l’istituzione di un fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, la delega al Governo per quello che riguarda la disciplina del sostegno pubblico per il settore dell’editoria, la disciplina di profili pensionistici dei giornalisti, disposizioni per il riordino dei contributi alle imprese editrici  e – nodo cruciale – norme relative alla composizione e alle competenze del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti.

Nei giorni scorsi è stato auspicata da più parti la necessità dell’approvazione della nuova legge quadro dell’editoria volta soprattutto alla tutela del pluralismo dell’informazione in un momento molto particolare per l’intero settore editoriale.

redazioneIconfronti

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