Ripartire dall’edilizia in ginocchio per lo sviluppo del Sud

Ripartire dall’edilizia in ginocchio per lo sviluppo del Sud

Fatturato in calo, bandi di gara diminuiti di un numero consistente, oltre mille imprese di costruzioni che hanno cessato l’attività, seimila licenziamenti solo nel settore edile e imprese che chiudono per credito.
Sono questi i numeri della crisi del settore edile in provincia di Salerno presentati questa mattina nel corso di una conferenza stampa congiunta tra i sindacati di categoria Feneal Uil, Fillea Cgil e Filca Cisl con l’Ance, l’associazione dei costruttori della provincia di Salerno.
Nel corso della conferenza stampa, che si è tenuta presso la sede dell’Ance, sono stati presentati i dettagli di un’iniziativa congiunta di sindacati e associazione dei costruttori per far fronte alla crisi senza precedenti che attanaglia il mondo dell’edilizia e – come è stato ribadito da più voci – “per uscire dal torpore”.
I numeri della crisi dell’edilizia nella provincia di Salerno parlano chiaro: il settore edile ha visto svanire un quarto del suo fatturato dal 2008 al 2012; i bandi di gara nell’intera provincia sono diminuiti, nell’arco dello stesso periodo, del 58% mentre gli importi medi a base di gara sono calati del 42%. Per questi motivi e per una serie di cause legate principalmente alla crisi, circa mille imprese di costruzioni sono state costrette a chiudere i battenti e seimila lavoratori sono stati licenziati; duemila, invece, sono in cassa integrazione. Il dato emerso a più riprese è che le aziende edilizie oggi chiudono per crediti che vantano nei confronti della pubblica amministrazione e dei privati: i dati diffusi raccontano di oltre 400 milioni di euro di crediti vantati dalle imprese, di cui 120 milioni di euro solo per lavori pubblici. Gli investimenti in costruzioni in Italia, stando ai dati diffusi nel corso della conferenza stampa, sono al livello più basso rispetto agli ultimi quaranta anni.
E le previsioni per il 2013 sono comunque negative: si parla di una riduzione di investimenti pari al -3,8% rispetto allo scorso anno, e di un calo sostanziale anche nella realizzazione di nuove abitazioni e di nuove opere pubbliche.
Una serie di numeri da cui è emersa in maniera prepotente la difficoltà in cui versano attualmente sia le imprese che i lavoratori del settore edile; difficoltà che determinano una serie di problemi legati anche al sociale e al mondo dell’illegalità.
Le imprese, infatti, come ribadito a più riprese nel corso della conferenza stampa «rischiano di essere travolte dalle forme di irregolarità che un mercato disorientato dalla crisi tende ad agevolare, favorendo le imprese ai margini della regolarità e l’abbassamento delle conquiste di civiltà, a cominciare dal diritto alla salute e sicurezza per i lavoratori e, infine, lasciandosi permeare dal lavoro nero».
Per tutti questi motivi, nasce una cabina di regia per il mondo dell’edilizia, che si propone, tra le altre cose, di chiedere la semplificazione della burocrazia per le opere pubbliche, lo sblocco dei fondi e l’utilizzo delle risorse disponibili, la riattivazione del sistema creditizio del settore e l’abolizione del ritardo nei pagamenti.
“Se riparte l’edilizia, riparte lo sviluppo” è lo slogan creato per l’occasione.
Durante la conferenza stampa, alcuni mezzi impiegati solitamente per i lavori nel settore edile hanno stazionato davanti alla sede dell’Ance in forma di protesta. A fine mattinata, poi, Antonio Lombardi, presidente Ance, Luigi Ciancio, Luigi Adinolfi e Ferdinando De Blasio, in rappresentanza rispettivamente di Feneal Uil, Fillea Cgil e Filca Cisl, si sono recati in strada e, salendo su uno dei mezzi che stazionava davanti all’Ance hanno assicurato all’unisono: “Se non ci ascolteranno bloccheremo la provincia”.
(b. r.)

I precedenti servizi:
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Viaggio nel Sud 3 / Per la ripresa ripartire dall’edilizia

Barruggi

2 pensieri su “Ripartire dall’edilizia in ginocchio per lo sviluppo del Sud

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