Ruby mai denunciata per furto e Belen parla al processo

Ruby mai denunciata per furto e Belen parla al processo

Totale estraneità, nessun contatto con la villa del premier o con le serate di Arcore. Belen Rodriguez, chiamata questa mattina a testimoniare nell’ambito del processo Ruby, che vede Silvio Berlusconi imputato per concussione e prostituzione minorile, ha preso seccamente le distanze. «Non sono mai stata ad Arcore – ha detto – e non ho mai visto Ruby». Belen ha invece detto di essere stata una volta a Villa Certosa. La soubrette argentina ha parlato di «dovere civile», un senso di responsabilità che questa mattina l’ha portata a Palazzo di Giustizia per rispondere alle domande dei magistrati sulla vicenda Ruby. La showgirl, lasciando l’aula dove è in corso il processo, ha spiegato di essere «stata chiamata e – ha detto – sono venuta a testimoniare».
Oggi ha testimoniato anche Carlo Rossella, il presidente di Medusa, convocato come testimone dalla difesa dell’ex premier, il direttore ha spiegato che ad Arcore a casa di Silvio Berlusconi le ragazze che partecipavano alle serate ballavano, cantavano («Meno male che Silvio c’è» e canzoni sudamericane) anche durante la cena, ma non mostrando il seno o il fondoschiena. E’ in sintesi quel che ha detto in aula Rossella, che ha spiegato di aver partecipato a qualche incontro di lavoro e conviviale tra il 2009 e il 2010 a Villa San Martino, ha risposto in particolare alle domande che riguardano la cena del 19 settembre 2010 dove si sarebbe fermato fino a mezzanotte e tre quarti. La versione data in aula dal presidente di Medusa è stata ben diversa da quella più “colorita” data lo scorso aprile da Melania Tumini una delle giovani “pentite” del bunga bunga. Il presidente di Medusa ha parlato di ragazze che ballavano durante la cena facendo anche giri intorno al tavolo, il cosiddetto “trenino”, e di non ricordare di averle viste con i seni o il fondoschiena scoperto. «Berlusconi cantava – ha aggiunto – parlava della sua vita, e le ragazze andavano a complimentarsi con lui. Non le ho mai viste in atteggiamenti di natura sessuale nè nei confronti di Berlusconi nè di Emilio Fede. C’era un clima di confidenza e allegria». Rossella ha inoltre affermato di non aver mai visto alcuna minorenne e ritornando sulle “mise” delle giovani ospiti ha aggiunto: «Queste ragazze avevano l’abito, come si dice a Milano, della festa. Abiti neri, tubini, abiti di pizzo come si vedono in televisione o in discoteca». Inoltre il teste non si è ricordato di avere incontrato in quella occasione la consigliera regionale Nicole Minetti ma di aver notato due gemelle (le De Vivo, ndr) e una giovane molto bella con la quale si è complimentato dicendole di avere «un volto da attrice». La giovane in questione come risulta dagli incroci dei verbali delle intercettazioni è Melania Tumini la cui deposizione su quella serata, come ha fatto notare il procuratore aggiunto Ilda Boccassini, è agli antipodi di quella resa oggi da Rossella.
Intanto dal punto di vista procedurale c’è da sottolineare che il capo della procura dei minori di Milano Monica Frediani in una relazione di servizio inviata alla procura generale della Repubblica e che è stata acquisita stamani in aula ha confermato che al 27 maggio 2010 non vi erano alcuna denuncia per furto. La notte tra il 27 e il 28 maggio del 2010 a carico di Ruby non c’era alcuna denuncia per furto. «Ecco ci siamo, questo smonta l’accusa di concussione a carico di Berlusconi – dice Nicolò Ghedini legale dell’ex premier – perché significa che la procedura di affido di Ruby alla consigliera regionale Minetti fu regolare». «Non è insolito nella prassi dell’ufficio che adolescenti in assenza di un genitore siano affidati in via di urgenza a soggetto maggiorenne» scrive il capo dei pm dei minori nella relazione. La stessa dirigente spiega anche: «Nella prassi dell’ufficio non è insolito che adolescenti, in assenza di un genitore o parente a cui affidarli, siano temporaneamente affidati in via di urgenza e temporanea a soggetto maggiorenne», come un «vicino di casa» o un «conoscente».

m.amelia

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