Mer. Giu 19th, 2019

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Russia annichilita dalla profezia Maya, in vendita “kit apocalisse”

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Appello delle autorità ai media di non parlarne per evitare panico, la Nasa tranquillizza
di Barbara Ruggiero

Da un po’ di tempo è l’argomento principale di tabloid e servizi di colore per i mass media in Russia.
Parliamo della fine del mondo, prevista dal calendario dei Maya per il prossimo 21 dicembre. Se ne parla tanto in Russia che un gruppo di deputati della Duma di Stato ha scritto, a nome della Camera bassa del parlamento, una lettera ai dirigenti delle principali tv per chiedere di non parlarne più.
Mikhail Degtyarev del partito liberaldemocratico, vicepresidente della commissione scienza della Duma ha scritto, a nome del suo gruppo: «Nell’interesse dei nostri compatrioti, vi chiediamo di fare attenzione sui vostri media alla diffusione di informazioni pseudoscientifiche sulla fine del mondo». Tra le richieste, quella di evidenziare che la profezia dei Maya non ha alcun fondamento scientifico.
La notizia, battuta subito da varie agenzie internazionali, la dice lunga sul rapporto tra uomo e paura, specie quando si avvicinano date particolari, proprio come quella del 21 dicembre indicata convenzionalmente come la data della “fine del mondo” per la profezia dei Maya.
La Russia viene descritto come un paese tradizionalmente succube di ogni forma di esoterismo. Ma, tra incredulità e scaramanzia, il popolo russo deve aver preso sul serio la profezia: pare che prosegua incessante l’accaparramento di prodotti alimentari e di candele, fiammiferi, zucchero…
“Il Fatto Quotidiano” riportava anche la notizia della messa in vendita di un vero e proprio “kit apocalisse”, che in Siberia pare stia andando a ruba. Per 22 euro si trova all’interno del pacco: grano saraceno, scatoletta di pesce, un block notes, medicine, un pezzo di corta, la fotocopia di una carta di identità da compilare e – per chiudere in bellezza – una bella bottiglia di vodka.
Intanto, per mettere un argine alle angosce popolari, le religioni predominanti in Russia sono scese in campo per dire la loro. Per il portavoce della Chiesa ortodossa, il tentativo di individuare una data per la fine del mondo è solo il desiderio che alcune persone hanno di rinviare i cambiamenti necessari nella loro vita. Il rabbino capo di Russia ha lanciato un appello a non credere al calendario Maya ma a quello ebraico, secondo cui l’umanità continuerà ad esistere per almeno altri due secoli. Il leader musulmano russo, invece, ha tacciato come “truffatori” coloro che pongono una data per definire l’apocalisse.
Mentre anche la Nasa, Agenzia Governativa Civile Responsabile del Programma Spaziale e della Ricerca Aerospaziale in America, nei giorni scorsi si è apprestata a precisare che non ci sarebbe nulla di scientifico nelle teorie che identificano il prossimo 21 dicembre come giorno della fine del mondo, in Italia – almeno sui mass media – l’argomento sembra non coinvolgere più di tanto. Il tema è usato più che altro per articoli di colore e per settimanali di settore. La psicosi, per fortuna, sembra essere ben lontana dal dominare il popolo italiano. È partito, quello sì, una sorta di conto alla rovescia verso la fatidica data. Sui social network crescono in maniera esponenziale i gruppi e le pagine ironiche riguardo alla data del 21 dicembre. Intanto c’è chi la pensa in maniera filosofica: è la categoria del risparmiatore incallito che usa la fine del mondo come scusa per ritardare i pagamenti; peccato, però, che l’Imu – con scadenza il 17 dicembre – farà spendere agli italiani buona parte della tredicesima. Appena quattro giorni prima della data fatidica…


b.ruggiero@iconfronti.it

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