Dom. Giu 16th, 2019

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Russia, Brasile e Panama: ecco tutti gli “affari” di Finmeccanica

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Nuovo filone di inchiesta, indagati anche l’ex ministro Scajola, Massimo Nicolucci e il presidente degli industriali napoletani, Paolo Graziano. Arrestato il manager Pozzarese

Dopo la svolta investigativa di oggi, con l’arresto del manager Paolo Pozzessere, l’inchiesta sugli appalti Finmeccanica si appresta a spostarsi sul fronte russo. E’ quanto emerge dalla lettura del provvedimento cautelare firmato dal gip su richiesta dei pm della Procura di Napoli Henry John Woodcock e Vincenzo Piscitelli, del pool coordinato dal procuratore aggiunto Francesco Greco. Si parte dalle attività di Pozzessere in quanto senior advisor per i rapporti del gruppo in Russia. Da conversazioni telefoniche intercettate dai carabinieri del Noe sulle utenze di vari soggetti gravitanti nella galassia Finmeccanica, emergerebbe «l’attuale impegno di Pozzessere nella promozione dell’attività di Finmeccanica in Russia a livello apicale e in rapporto privilegiato con l’amministratore delegato Giuseppe Orsi». Di qui le nuove attività investigative nate anche in seguito a un cambiamento di atteggiamento da parte di vertici di Finmeccanica – captato da intercettazioni telefoniche – di tenere riservata, alla luce della pubblicazione di articoli di stampa sui rapporti tra Valter Lavitola e il presidente panamense Martinelli, la notizia dell’acquisto di un elicottero da parte di Vladimir Putin. Nella conversazione intercettata, infatti, si autorizza a rendere ai media dichiarazioni sulle vendite di elicotteri Agusta a vari capi di Stato stranieri, vietando di menzionare Putin nonostante la notizia dell’acquisto fosse stata in precedenza divulgata dallo stesso Orsi in qualità, al tempo, di ad della società. Gli inquirenti ricostruiscono questa vicenda, ipotizzando che alla base del cambio di atteggiamento ci sia stata «l’esigenza di tenere riservati gli affari di Finmeccanica con Putin e la Russia in generale». Il nuovo spunto di indagine sarebbe offerto da alcune intercettazioni telefoniche tra Marco Acca, responsabile vendite del settore militare di AgustaWestland e l’amministratore delegato Bruno Spagnolini. Quest’ultimo, in particolare, raccomanda all’interlocutore, in una conversazione del 16 aprile scorso a proposito di elicotteri: «quando parlate di di, se dovete dire che ci volano vari Capi di Stato così, non menzionate Putin perchè… Siccome me l’ha detto il…Presidente cioè cioè e loro gliel’avevano fatto vedere…Lei può dire ci volano una miriade di Capi di Stato…ma senza che nessuno dica Putin o che ne so…». Il giudice ricorda che si fa riferimento a elicotteri Agusta e alla loro vendita in favore di vari capi di Stato stranieri. «Lo stesso Spagnolini – scive il gip – aggiunge che ciò è voluto dal presidente (evidente il riferimento a Orsi Giuseppe, presidente e amministratore delegato di Finmeccanica)». Dal momento che lo stesso Orsi aveva già parlato dell’acquisto di un elicottero da parte di Putin in un’intervista al Sole-24 ore i giudici sottolineano il cambio di atteggiamento.
Ma non c’è solo la Russia, negli affari “sotto la lente di ingrandimento” della Procura di Napoli: una presunta tangente, pari all’11 per cento dell’importo della commessa in Brasile per la fornitura di navi fregate il cui valore era di circa 2,5 miliardi di euro, è alla base delle ipotesi di reato che i magistrati di Napoli contestano al manager del colosso di Stato, Paolo Pozzessere. La presunta tangente, stando a quanto emerge dalle indagini, avrebbe dovuto essere mascherata da contratto di agenzia. Questo nuovo filone di inchiesta, nel quale risultano indagati anche l’ex ministro Claudio Scajola, l’allora consulente per l’internazionalizzazione del ministro, Massimo Nicolucci, e il presidente degli industriali napoletani, Paolo Graziano, si avvale anche delle dichiarazioni rese ai magistrati da Lorenzo Borgogni, ex responsabile delle relazioni esterne di Finmeccanica. La misura dell’arresto emessa dal gip Dario Gallo per il manager Pozzessere è “idonea”, “adeguata e proporzionata” alla gravità dei fatti. A scriverlo lo stesso gip, che non ritiene possibile concedere il beneficio dei domiciliari all’uomo perché «la condotta criminosa dell’indagato non fa prevedere per la sua estrema gravità per il suo carattere pianificato e per le specifiche modalità esecutive» che misure più ‘morbide’ e di natura fiduciaria quali appunto i domiciliari “possano neutralizzare la spinta al delitto espressa dallo stesso» e sarebbero «inidonee» a «recidere ogni collegamento tra Pozzessere e l’ambiente in cui è maturato il delitto (Finmeccanica) e a scongiurare l’evidenziato pericolo di fuga».

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