Sale la tensione nel Pdl, Napolitano chiude la porta a Berlusconi

Sale la tensione nel Pdl, Napolitano chiude la porta a Berlusconi

Il Pdl non farà mancare il suo sostegno al governo. Dopo la presa di posizione ufficiale di Angelino Alfano ieri nel corso di una conferenza stampa nella sede del partito, oggi è Gianni Letta, l’uomo più vicino a Silvio Berlusconi (nella foto con Giorgio Napolitano) a rassicurare Giorgio Napolitano dopo le minacce all’esecutivo lanciate sabato dal Cavaliere. L’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio, da sempre ambasciatore del Cavaliere con le più alte cariche Istituzionali, avrebbe fornito oggi le rassicurazioni al Colle sull’atteggiamento del PdL, in merito alla tenuta del governo. Il braccio destro del Cavaliere, raccontano fonti ben informate del Pdl, avrebbe vestito i panni del “pompiere” dopo lo show-down dell’ex premier contro Monti nel corso dell’ormai famosa conferenza stampa di sabato scorso a villa Gernetto. Una serie di accuse, più o meno indirette, che Berlusconi ha rivolto a tutte le Istituzioni e che avrebbero preoccupato non poco il Quirinale. Anche se l’eccessiva tensione che si è creata dopo le parole del Cavaliere sembra non aver favorito un faccia a faccia tra l’ex premier e il Capo dello Stato, incontro che in ambienti parlamentari si dava praticamente per scontato in queste ore. Raccontano le stesse fonti che la colazione tra il Capo dello Stato e l’ex capo del governo sarebbe stata programmata la scorsa settimana per oggi, dopo l’annuncio ufficiale di Berlusconi di voler fare un passo indietro. I toni, usati dal Cavaliere nel messaggio scritto di mercoledì scorso sul “passo indietro” sarebbero stati apprezzati al Colle. Un atteggiamento però che il Quirinale avrebbe mutato, si ragiona in ambienti parlamentari della maggioranza, dopo aver ascoltato le successive invettive dell’ex premier contro la magistratura e le minacce di togliere la fiducia al governo. A quel punto sarebbe stato annullato l’abboccamento. La preoccupazione di evitare tensioni tra Berlusconi e il Colle hanno portato le colombe del Pdl a correre ai ripari. E così prima Alfano e poi diversi esponenti di “peso” pidiellini si sono affrettati a spiegare che il Popolo della Libertà non ha nessuna intenzione di aprire una crisi di governo. Certo nel Pdl il clima resta caldo, accresciuto dalla presa di distanza, sempre più evidente, del Cavaliere nei confronti dei suoi dirigenti. Le “manovre” dell’ex Capo del governo per la creazione di una sua lista continuano a destare agitazione così come i legami con Umberto Bossi nonostante il Senatur si affretti smentire riavvicinamenti con il Cavaliere: «Berlusconi è molto debole mentre la Lega sta andando a mille». Il Cavaliere dal canto suo prosegue nel silenzio e nell’intenzione di tenersi lontano da Roma e dalle ‘beghe’ di palazzo: decisione che qualcuno, nel partito, ha anche messo in collegamento con la preoccupazione che sul calo di Mediaset in borsa (oggi ha perso tre punti) possano incidere le sue dichiarazioni politiche. Dopo un breve soggiorno a Montecatini per un controllo medico al ginocchio l’ex capo del governo rientrerà nella Capitale domani. Poche ore prima di partire alla volta del Kenya, destinazione Malindi, per trascorrere lì il ponte del primo novembre. Non è escluso che domani possa esserci però un faccia a faccia con Angelino Alfano alle prese con le regole delle primarie. Questa mattina si è tenuta a via dell’Umiltà una riunione su questo tema e le nuove norme saranno ufficialmente approvate mercoledì prossimo quando si riunirà l’ufficio di presidenza. In attesa di capire chi saranno gli sfidanti di Alfano (si fa il nome di Tremonti, della Meloni ma anche della Gelmini) nel corso della riunione mattutina sarebbero emerse delle perplessità circa lo svolgimento della consultazione popolare rispetto al Pd dove il “peso” degli sfidanti di Bersani è differente rispetto ai nomi che circolano a via dell’Umiltà, Alfano a parte. Ecco perché qualcuno avrebbe avanzato l’idea di tenere un congresso, più che delle primarie, per legittimare la candidatura alla premiership del segretario pidiellino.

m.amelia

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