Sale l’allerta per i vulcani dei Campi Flegrei

Sale l’allerta per i vulcani dei Campi Flegrei
di Gianmaria Roberti

“Variazioni significative dei parametri sismici, geochimici e di deformazione del suolo rispetto ai livelli ordinariamente osservati”, tali da “innalzare il livello di allerta da “base” ad “attenzione””, per l’area dei Campi flegrei. Negli ultimi mesi, la grande caldera ha messo in moto la macchina della Protezione civile.
Il Capo del Dipartimento, Franco Gabrielli, ha convocato per domani alle 10 il Comitato Operativo, a cui parteciperanno Edoardo Cosenza, assessore regionale alla Protezione civile e il direttore dell’Osservatorio Vesuviano, Marcello Martini. Sarà un confronto sulle attività di pianificazione d’emergenza nazionale per l’area vulcanica del Vesuvio e dei Campi Flegrei.
“Il Comitato Operativo – si legge in una nota – sarà l’occasione per illustrare il documento relativo agli scenari e ai livelli di allerta per il Vesuvio definito dal Gruppo di lavoro della Commissione nazionale per l’aggiornamento del relativo Piano di emergenza, documento sottoposto anche alla valutazione della Commissione Grandi Rischi; inoltre, il Capo del Dipartimento condividerà le attività, definite di concerto con la Regione Campania, finalizzate alla ridefinizione delle diverse zone a rischio e le relative strategie operative”. Al termine, sarà ricevuta la stampa presso l’Auditorium della sede del Dipartimento di via Vitorchiano, a Roma. In primo piano, i Campi flegrei, oggetto “d’implementazione del sistema di monitoraggio” nel periodo, e della “attivazione di un raccordo informativo costante tra la comunità scientifica e le altre componenti e strutture operative del Servizio nazionale della protezione civile”. Niente pericoli imminenti, ma occhi ben aperti sull’area vulcanica a nord-ovest di Napoli. Qui l’ultima eruzione risale al 1538. Lo scorso novembre Gabrielli è stato a Napoli per un vertice all’Osservatorio Vesuviano, nel quale si è precisato che “le ipotesi interpretative dei fenomeni in corso non evidenziano, al momento, variazioni nel sistema vulcanico tali da far presupporre situazioni di criticità a breve termine”. Tuttavia la soglia di attenzione si è alzata. Domani il Gruppo di lavoro per l’aggiornamento del Piano di emergenza presenterà al Dipartimento il documento scientifico che intende mettere a disposizione i possibili scenari pre-eruttivi ed eruttivi ai Campi Flegrei. Su quel testo, la Protezione civile, in raccordo con Regione Campania, Provincia, Prefettura di Napoli e i Comuni interessati, aggiornerà gli strumenti di pianificazione di emergenza. Tra i documenti di cui tener conto, anche lo studio di due vulcanologi dell’Osservatorio Vesuviano, Lucia Pappalardo e Giuseppe Mastrolorenzo, secondo cui ci sarebbe un’unica, estesa, camera magmatica a 8-10 chilometri di profondità nel Distretto vulcanico napoletano, un bacino comune alla caldera dei Campi Flegrei e al Vesuvio. Il “catino” incandescente è colmo di magma, che potrebbe fuoriuscire in qualsiasi momento e risalire rapidamente in superficie. La ricerca, pubblicata dalla rivista scientifica Nature, afferma che dopo quasi 500 anni di quiescenza è lecito aspettarsi una nuova eruzione esplosiva. In cinque secoli il contenuto del gas sarebbe aumentato, creando le condizioni ideali per una possibile eruzione.

redazioneIconfronti

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