Mar. Giu 25th, 2019

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Salerno, a Santa Apollonia in scena il tempo interiore

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Idee-progetto e laboratorio a cura di Pellecchia, Chieffi, De Cristofaro, Giordano, Manzi e Natella

chagall-cantico-dei-cantici-4StudioApollonia, un laboratorio aperto, un luogo di incontro e di confronto, uno spazio dove il tempo interiore si fa presente di azioni e di riflessioni. L’antica chiesa del centro storico di Salerno dedicata alla santa martire egiziana si ripropone come fucina di idee, esperienze ed iniziative, cenacolo multiculturale e multidisciplinare in una società confusa nel labirinto di incertezze e crisi, per un rinnovato ruolo della cultura che riconosca nella bellezza il valore primario da cui ripartire.

Ed è il tema del “tempo interiore” il leit motiv delle iniziative, scandite in un calendario da dicembre a giugno, che vedranno interagire le molteplici forme dei diversi linguaggi artistici: arti visive, letteratura, musica, teatro, cinema, architettura, new media, fotografia in una rappresentazione soggettiva della temporalità e una tensione all’interrogare e all’interrogarsi. Per questi motivi il pubblico non è visto come l’oggetto di un fare, ma diventa attore, protagonista di un progetto dove il tempo anomalo in cui viviamo diventi tempo interiore e proiezione verso l’altrove.

“Viviamo oggi una sorta di grado zero, da una parte l’”era glaciale” dei valori – privo di identità e di coscienza il destino dell’uomo avatar del terzo millennio è un’angosciata discesa agli abissi – dall’altra la tensione a ritrovare la vita che spunta sotto la coltre di ghiaccio”. Così Erminia Pellecchia spiega il senso di StudioApollonia e la voglia che ha spinto lei ed un gruppo di amici (Andrea Manzi, Olga Chieffi, Pasquale De Cristofaro, Antonio Giordano e Peppe Natella) a immaginare uno spazio del pensare e del fare che metta al centro l’uomo, o meglio l’umanità in cammino verso le possibili, autentiche direttrice del divenire.

Prima tappa di quest’avventura creativa, che parte dalla memoria – non a caso lo spazio dell’agire è la chiesa barocca di Sant’Apollonia nel centro storico di Salerno – per costruire il nuovo, è l’identità. Di un territorio e dei suoi abitanti, delle radici forti che danno il senso di comunità. Sarà la compagnia Daltrocanto ad introdurci nel viaggio dei Suoni di altri tempi con il concerto del 12 dicembre, ore 20 e 30, che vedrà in dialogo gli zampognari del Sud nel racconto musicale del Natale. Quinta sarà l’esposizione di strumenti antichi e di presepi artistici della tradizione salernitana. L’atmosfera di festa sarà rallegrata dalla degustazione delle “pastorelle”, dolci tipici natalizi di Laurito. È l’abbraccio di Salerno con il Cilento, la città che si prefigge di essere capitale europea della cultura in dialogo con i piccoli centri, visti come conservatori di identità in una società che è sempre più globalizzata. Lo hanno sottolineato l’assessore alla cultura del Comune di Salerno Ermanno Guerra ed il sindaco di Laurito, Vincenzo Speranza.

E sempre Guerra rimarca lo spirito di StudioApollonia come cerniera tra culture e saperi altri, come spazio dell’accoglienza, come laboratorio senza confini tra  linguaggi  e generazioni diverse. Nei primi sei mesi di attività già le prime adesioni alla chiamata alle arti di StudioApollonia. Il 17 gennaio, in occasione della festa di Sant’Antuono,  ricorda Peppe Natella, ci sarà la Notte del fuoco con protagonisti i ceramisti: le loro opere saranno, poi, esposte nella chiesa di via San Benedetto. È l’apertura del Carnevale, festeggiata con le tarantelle di Montemarano. La memoria, ancora. Per la Giornata della Memoria, il 27 gennaio, a cura di Mariella Rocco, partner la Comunità ebraica di Roma e l’Aned, presentazione del libro “La scala della morte” di Grazia Di Veroli ed esposizione degli scatti-choc del fotoreporter Ansa Massimo Capodanno sulla bomba alla Sinagoga di Roma, fatta esplodere nel 1989.

Sempre per il segmento arte (a cura Erminia Pellecchia) si susseguiranno, da marzo a giugno, le mostre “Incomunicabilità” di Marco Raiola; “Il corpo e la città” degli architetti artisti Giampaolo Lambiase ed Ugo Cardasco; “19000091” del napoletano Tommaso Pirretti sugli orrori del Novecento con un dedicato ad Alda Merini; “Silenzio” di Aniello Cinque con l’omaggio a Pasolini; “Risvegli” di Nello Ferrigno.

Nella sezione teatro (a cura Pasquale De Cristofaro) sei appuntamenti col “teatro borghese” all’interno del ciclo “Il salotto di notte”: incontri, letture, proiezioni da Ibsen a Pirandello, passando per Strindberg.

Nella sezione musica (a cura di Olga Chieffi) concerti con i maestri e i giovani allievi del Conservatorio Martucci, prove aperte, dialoghi sulla musica, con particolare attenzione anche alla stagione lirico-concertistica del Teatro Verdi.

“Il tempo tra le righe” è il segmento a cura di Andrea Manzi: letteratura e poesia “civile” attraverso il racconto del “dietro le quinte” di scrittori e poeti. Ricostruire, cioè, la motivazione che ha dato vita all’opera letteraria o alla “creazione” giornalistica. Sei incontri con ospiti come Roberto Saviano, Erri De Luca e di scrittori, come De Carlo, che hanno raccontato la vita a presa diretta, una quotidianità “a bassa definizione”. È previsto, nella rassegna curata da Andrea Manzi, anche l’intervento di attori (non declamatori) che, in assenza di alcuni autori, potrebbero aiutare a ricostruire il senso delle opere, cioè il senso del tempo. Un’operazione filologica, filosofica e formativa nell’era del tempo automatico. “Salvare il tempo – da detto Manzi – significa dargli senso, altrimenti la vita diventa insignificanza, pascolo come purtroppo è diventata”.

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