Ven. Ago 23rd, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

Salerno / Bene l’Arco Catalano ma con moderazione

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di Pasquale De Cristofaro
di Pasquale De Cristofaro
Il regista De Cristofaro
Il regista De Cristofaro

Presso l’Arco Catalano, in via Mercanti a Salerno, si sta svolgendo, con grande apprezzamento da parte del pubblico, una piccola ma interessante rassegna di “suoni, parole e musica”, promossa dall’Ente Provinciale per il Turismo e curata da Carmine Giannella ed Enzo Bianco. I curatori hanno avuto il pregio grande di imbastire una rassegna dai caratteri sobri ed eleganti, ben consapevoli del posto in cui andava a svolgersi: uno degli scorci più belli del nostro prezioso centro storico. Tale iniziativa ha rappresentato, in queste calde e afose serate, un’oasi felice dove si è potuto godere l’esempio auspicabile di una “movida culturale” fatta di poesia e bella musica. Ora, però, si pone un problema di non poco conto e di non facile soluzione. Infatti, vista la bellezza del posto e il successo delle iniziative che vi si svolgono (anche il Festival della Letteratura già dall’anno scorso ha usato felicemente l’Arco Catalano per alcune sue manifestazioni), molti già pensano di usarlo per altri usi spettacolari. A tale riguardo sarà bene tener presente che l’Arco Catalano, per la sua particolare bellezza e fragilità, può ospitare solo iniziative non particolarmente invadenti quali serate di poesia, musica da camera, presentazioni di libri; ogni altra cosa, a mio parere, sarebbe deleteria per la sicurezza e decoro del sito. Vorrei ricordare a tutti che non basta un “arcoscenico” per poter pensare che quel posto possa essere considerato un teatro. In realtà, se ciò accade è perché una profonda cultura teatrale, dalle nostre parti, latita da tempo. Qualche buona lettura e un po’ di frequentazioni, non bastano per diventare dei consapevoli teatranti.  Dopo tutto, troppe volte in città si sono viste cose ben più inaccettabili. In tale contesto, per esempio, due anni fa si è inaugurato in pompa magna un nuovo teatro che a detta di tutti avrebbe portato Salerno in Europa. Purtroppo, non è stato così, viste anche le sue caratteristiche architettoniche: un salone lungo con un palcoscenico inesistente ed inidoneo per allestimenti importanti.  Insomma, è proprio vero che quando manca una severa cultura teatrale è sempre più facile scambiare “lucciole per lanterne”.

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