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Salerno città spazzatura, invertire subito la rotta

Salerno città spazzatura, invertire subito la rotta
di Pietro Ravallese
Pietro Ravallese

Pietro Ravallese

A fronte dei proclami e delle dichiarazioni di intenti si registra un continuo ed inesorabile aumento della sporcizia e dell’incuria di gran parte delle strade cittadine salernitane, del verde pubblico nonché delle spiagge.

Quella di Mercatello lo scorso mese di maggio è stata classificata al terzo posto in Campania tra le spiagge più sporche , a decretarlo è stata Legambiente.

Ad inizio anno il sindaco Napoli convocò d’urgenza i soggetti interessati (i dirigenti comunali e quelli di Salerno pulita) chiedendo una programmazione che garantisse risultati concreti e visibili.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti e nonostante le alte tasse che i contribuenti salernitani pagano cala anche il livello di raccolta differenziata della spazzatura.

Si cercano le cause per trovare le soluzioni e si additano le ragioni nella gestione affidata a diversi soggetti che curano lo spazzamento delle zone della città , nella riduzione degli organici, nell’inciviltà e nell’incuria dei salernitani, nella mancanza di idonei e sufficienti bidoni per la spazzatura, e nell’età del personale coinvolto.

Una così grave decadenza la si deve a diversi fattori. Probabilmente ci accontentiamo dei lustrini, delle decine di cantieri disseminati per la città, dei parcheggi sotterranei, della continua quanto inutile trasformazione urbanistica – già sufficientemente trasformata rispetto a 20 e passa anni fa – che ci si distraggono, in quanto cittadini, dall’esigere di uscire dai nostri portoni e camminare per strade pulite, con aiuole curate, con verde pubblico sistemato, con alberi potati e fiori piantumati.

Di tutto ciò ne coltiviamo il desiderio invaghiti come siamo dal grigiore del cemento?

Non desideriamo la bellezza, che invece salverà il mondo, ed anzi ci stiamo talmente abituando alla sporcizia che non ci fa pena contribuire a questa decadenza.

D’altronde se la fortuna di una classe politica si è costruita sull’assenza assoluta dell’idea e della pratica della partecipazione sarà difficile da un momento all’altro invertire la rotta e chiamare ciascuno a curarsi la propria aiuola e la propria strada.

Una città più pulita passa anche dal modello di città che propugna un’amministrazione . Una città di pochi sarà più sporca rispetto ad una città di tutti.

Il fatto che ogni sei mesi oramai l’amministrazione comunale cerca di correre ai ripari testimonia l’assenza di un impegno adeguato all’ampiezza del fenomeno e la mancanza di una volontà di investire sull’ordinario che significa decoro, ordine e pulizia nei quartieri.

Occorre voltare pagina. Tra le cose da fare innanzitutto è indispensabile coinvolgere i cittadini, sensibilizzarli e renderli protagonisti nella cura della propria strada e del proprio quartiere; investire nella manutenzione di aiuole, giardini, piazze, panchine e spazi pubblici nei quali le persone possono vivere la città all’aria aperta per qualche ora, il degrado invece chiama degrado; razionalizzare e riorganizzare il servizio oggi frammentato tra diversi e troppi soggetti (consorzio, Salerno pulita, Comune, Cooperative); vigilare sull’efficienza del servizio reso perché non ci siano i furbetti della ramazza ed infine sottrarre ampi spazi della città all’abbandono come il lungomare orientale dove la mancanza di riqualificazione e di idonea vigilanza rischia di incentivare l’incuria e l’inciviltà.

 

In primo piano, il crescente degrado igienico e organizzativo di Salerno

 

 

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