Salerno democratica, ora devi svegliarti

Salerno democratica, ora devi svegliarti
di Pasquale De Cristofaro
Il regista De Cristofaro
Il regista De Cristofaro

Il rottamatore Renzi nel suo partito in Campania, rischia di essere rottamato. Se, infatti, non si troverà la giusta quadra a Roma, il prossimo dicembre nelle primarie si consumerà l’ennesima lotta fratricida tra fazioni opposte del partito. Il clima è già abbastanza surriscaldato: De Luca, da una parte, e Cozzolino, dall’altra, non si sono risparmiati colpi bassi e la tensione tra i due non potrà che aumentare in vista della conta delle primarie, appunto. Intanto, l’Italia non sembra trovare pace ed equilibrio. Come se non bastasse, a rendere davvero incandescente questo autunno di lacrime e sangue, ora, ci si mette anche la giustizia che, con la discussa sentenza di Casal Monferrato, è riuscita a gettare tutti in un forte sconcerto. Infatti, l’ultima sentenza della Cassazione, che per prescrizione ha mandato assolti tutti gli imputati del processo cosiddetto “Eternit”, ha fatto indignare profondamente non solo i parenti delle vittime ma tutti gli italiani che hanno avvertito di colpo come il mal funzionamento della giustizia determini uno scossone ai principi fondanti del nostro diritto: tempi celeri e certezza della pena. La norma che regola la prescrizione, dice il presidente del senato Grasso, deve essere assolutamente rivista e, aggiunge, la politica non può essere sempre “quella del giorno dopo” costretta a piangere, poi, lacrime di coccodrillo. La politica non può, insomma, mostrarsi confusa e correre ai ripari solo quando la “ cosa” è già avvenuta. Se tutto questo è vero, sarà difficile per noi italiani continuare ad avere quella fiducia necessaria per portare fuori dal pantano il nostro paese. Renzi, dal canto suo, contro questa deriva mostra continuamente i muscoli, accusa, inveisce, tira dritto contro coloro che vogliono fermare la sua azione riformatrice. In realtà, al di là dei proclami e dei famosi “ottanta euro”, fin ora si è visto ben poco. La crisi culturale che corre sottotraccia rispetto alla drammatica crisi economica che ha messo in ginocchio soprattutto i più deboli, fa sì che anche nella nostra città esplodano tutte quelle contraddizioni che per anni si sono riuscite abilmente a nascondere. Salerno è stata ed è ancora una città di destra seppure governata, negli ultimi vent’anni, da un ex-comunista. Qual è il segno della contraddizione, quindi? Mi riferisco all’entusiasmo ricevuto recentemente da Matteo Salvini in un convegno organizzato dalla rivista Panorama e ospitato in un affollatissimo “Salone dei Marmi” di Palazzo di Città. Il leghista, ricordiamolo, sodale in Europa della peggiore destra populista e razzista, non solo è stato accolto con tutti gli onori dal pubblico (a parte uno sparuto gruppo di contestatori tenuti a bada da numerosi poliziotti in tenuta antisommossa) ma anche dal nostro primo cittadino che non ha fatto mancare la sua personale simpatia al contestato personaggio. Questo fatto, dovrà produrre dentro le coscienze democratiche di questa città un forte senso di colpa. In questi anni si è fatto troppo poco nei confronti di una cultura conservatrice e reazionaria abilmente mimetizzata sotto le bandiere di un progressismo all’acqua di rosa. Dirò di più, c’è stata una sostanziale contiguità e complicità che certo non ci ha fatto onore.

redazioneIconfronti

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