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Detenuto con gamba amputata in cella con altri 8 per un lieve reato

Detenuto con gamba amputata in cella con altri 8 per un lieve reato


La questione Giustizia è sempre più attuale e improcrastinabile.
Ormai il carcere ospita extracomunitari e persone incomprensibilmente ristrette, mentre fior di delinquenti (indifferentemente se malviventi in strada o nel Palazzo) sono liberi senza che riusciamo a spiegarci il perché. Oggi, a Salerno il consigliere regionale Anna Petrone ha varcato la soglia del carcere di Fuorni per verificare le condizioni dei detenuti e, quindi, i livelli di assistenza socio-sanitaria soprattutto alla luce dei tagli ministeriali. Accompagnata dal direttore della struttura Stendardo, la Petrone si è nuovamente imbattuta in una storia umana che grida vendetta, davvero assurda in un Paese che si considera civile. Di fronte al consigliere Petrone si è presentato il giovane disabile di Casalvelino al quale per un tasso alcolemico elevato, tre anni addietro, fu ritirata la patente con conseguente denuncia penale. Pochi giorni fa, per uno di quegli automatismi che disumanizzano il diritto, privandolo di ogni credibilità, il giovane è stato addirittura arrestato.
È una storia assurda e odiosa, che dà la prova di un’applicazione formalistica della norma senza che nemmeno per un attimo si consideri che le leggi sono promulgate non in astratto ma per disciplinare la vita degli uomini in un contesto civile. “Sembra una storia incredibile – ha osservato il vice presidente della Commissione Sanità –. Non entro nel merito, avendo piena fiducia nella magistratura ma ritengo comunque abnorme la misura restrittiva sia per il reato commesso, sia per le sue condizioni precarie di salute (oltre all’amputazione della gamba, soffre di pressione alta e insufficienza renale); forse un misura domiciliare sarebbe stata indicata”. Comunque, ha continuato Anna Petrone, non è vero che al giovane hanno tolto la protesi ma solo il bastone (per un giorno), in quanto in cella poteva essere pericoloso per la sicurezza sua e degli altri detenuti. Sicuramente depresso e provato ma speranzoso in una misura alternativa, il giovane aspira in un’immediata liberazione. Nei casi come i suoi di pene leggere una detenzioni in celle strapiene come quelle di Salerno con 7-8 detenuti per cella è una condanna ingiusta e ingiustamente anticipata.

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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