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Salerno, il lungo sonno della ragione

Salerno, il lungo sonno della ragione
Pubblichiamo di seguito un post di Giuseppe Vuolo che svela con sconcertante evidenza fino a che punto la città di Salerno, come già acutamente aveva intuito Alfonso Gatto, sia incapace di guardare al di là dell’orizzonte del proprio mare, cullandosi nelle illusorie certezze dell’autoreferenzialità.
di Giuseppe Vuolo
Salerno, scene di ordinario degrado

Salerno, scene di ordinario degrado

Ho ricevuto stamattina questa mail da parte del caro amico Gianfranco Baldi, che molti salernitani (e molti battipagliesi) ricorderanno per essere stato per molti anni dirigente del ramo corporate del Banco di Napoli e direttore generale della Cassa rurale di Battipaglia. L’ho pubblicata per intero – benché lunghetta – sulla mia bacheca Facebook e ora su Iconfronti, perché mi sembra sintomatica del disagio che provano quei salernitani che hanno conosciuto e vivono (seppure alcuni mesi l’anno) in realtà urbane del nord, quando tornano a Salerno, loro città natale, e, amandola, vorrebbero trovarla non dico vincente, ma almeno non molto al di sotto nell’immancabile confronto. Credo ci sia da riflettere per tutti noi.


Caro Peppino,
come ti ho comunicato ieri sono rimasto sorpreso per il risultato elettorale di Enzo Napoli, ovvero di De Luca. Sono convinto che qualunque altro candidato, in nome e conto di De Luca, sarebbe stato eletto con la stessa percentuale di preferenze. Ho letto qualche articolo coraggioso ed impietoso su quel risultato incredibile che va al di là dello zoccolo duro e della ragnatela di interessi. Non comprendo come ragionano i nostri concittadini. Cosa hanno voluto premiare ? La buona amministrazione? Sinceramente non comprendo. Le sempre più frequenti e lunghe assenze da Salerno mi fanno rilevare forse meglio le cose che non vanno. Cerco di elencarti alcuni aspetti:
– la cementificazione in atto: ormai i palazzoni non si contano più e devastano la città. Il Crescent è emblematico, ma le polemiche che l’hanno circondato, hanno oscurato tutto il resto. I salernitani non si rendono conto che il loro patrimonio immobiliare (mi riferisco ai privati) si è dimezzato rispetto ad un mercato già in crisi. Sarebbe stato auspicabile realizzare edilizia popolare per calmierare il mercato, invece si è favorita una speculazione feroce che rischia di diventare un boomerang per gli stessi costruttori;
– decoro urbano e nettezza urbana: viene propagandato che Salerno è una città-modello con una differenziata vicino al 70%. Mi sembrano balle. Salerno è una città sporca e poco curata, con tassa sui rifiuti elevatissima. Mi permetto di citarti l’esempio di Parma, città dove prevalentemente ho vissuto negli ultimi due anni. Mi spiace portarla ad esempio come volessi rinnegare le mie origini, ma credo che i confronti possono servire a farci meglio comprendere la realtà. A Parma la tassa sui rifiuti è meno della metà rispetto a Salerno, con un servizio veloce e puntuale (i tempi di esposizione e di raccolta sono concentrati in un arco di tempo ristretto). Inoltre, l’amministrazione all’inizio dell’anno consegna a tutte le famiglie le buste per la raccolta dei vari tipi di rifiuti. C’è cura nella pulizia delle strade e dei parchi (è raro trovare cartacce per le strade, come nei parchi). La manutenzione del verde pubblico (potature, taglio dell’erba di prati e aiuole, eliminazione delle erbacce) potrebbe essere definita maniacale, rispetto a Salerno. Eppure a Parma il verde pubblico è 7-8 volte maggiore rispetto a Salerno. Infine abbondano i cestini per la raccolta dei rifiuti minori nelle strade (almeno uno ogni cento metri, e c’è cura e manutenzione delle panchine);
– le nuove abitazioni sono contenute e costruite in parchi (massimo due/tre piani e sempre con verde circostante), molto rare le abitazioni di 4/5 piani;
Рtrasporti: il parco automezzi ̬ costantemente rinnovato, e il servizio pubblico ̬ puntuale;
– biblioteche: Parma ha sette biblioteche comunali, con annesse emeroteche e cineteche, oltre la cineteca Ventura e una Casa della musica;
– non ti parlo degli asili-nido perché non ho più figli piccoli; posso dirti però della scuola media pubblica frequentata da mia nipote, dove sono stato spesso ad accompagnarla e dove ho potuto notare aule dotate di lavagne elettroniche, aula di scienze, musica, laboratorio di falegnameria, teatro, mensa, palestre;
– impianti sportivi: una decina, aperti alla frequentazione dei giovani.
Tutto questo è il risultato della politica di varie amministrazioni succedutesi nel tempo (alcune contestatissime), che il buon Pizzarotti, amministratore onesto e trasparente, è riuscito a mantenere malgrado la crisi economica sommatasi alla tenace azione di riduzione del debito comunale. E’ chiaro che anche Parma ha i suoi problemi, in parte comuni alle città del nord, ma io ho limitato la mia analisi ai servizi essenziali.
Dalle considerazioni svolte viene fuori un quadro pietoso per Salerno. Malgrado questo, i salernitani sono contenti. Forse dovrebbero uscire ogni tanto dal proprio guscio e guardarsi attorno.
Per ultimo, ti allego le foto delle aiuole di Piazzetta Notaroberto realizzate nell’ultimo decennio, emblematiche del degrado della nostra città.

Un caro abbraccio Gianfranco

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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