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Salerno, la città dell’anno che verrà

Salerno, la città dell’anno che verrà
di Luigi Zampoli

stazione_marittima_notteL’opera c’è, oscilla tra il compiuto e l’incompiuto, secondo i punti di vista, ma c’è.
Dopo ben 15 anni di “gestazione” la stazione marittima di Salerno si offre agli occhi del pubblico tra ammirazione e perplessità, per il suo innegabile pregio architettonico e la sua completa mancanza di funzionalità. Non è ancora ciò che dovrà essere, ma la sua inaugurazione le ha comunque dato il battesimo; una inaugurazione “epica”, da spot elettorale (inevitabile per l’approssimarsi delle prossime elezioni comunali), che si è risolta in un doveroso omaggio a Zaha Hadid, l’archistar recentemente scomparsa che l’ha ideata e progettata. Al di là dell’indubbio effetto estetico, la finalità dell’opera è ancora appesa al filo di un futuro incerto: dovrà diventare per Salerno lo snodo cruciale del traffico crocieristico con, annessi, una serie di servizi indispensabili per un approdo turistico che intende porsi come volano di sviluppo per l’intero territorio. Ma c’è un ma: allo stato la Stazione Marittima non può accogliere i passeggeri delle navi da crociera di grossa stazza, per l’insufficiente profondità dei fondali della zona in cui è stata costruita. Si tratta di una criticità costitutiva dello scalo portuale salernitano nel suo complesso, senza eccezioni. Per la piena operatività della stazione l’Autorità Portuale salernitana ha fissato la time-line di un anno: un anno entro il quale portare a compimento le opere di dragaggio necessarie per raggiungere la profondità di 17 metri e consentire l’attracco dei grandi vettori turistici internazionali. Alla luce di tale presupposto futuristico si tracciano, da parte delle competenti autorità, grandiosi scenari sul numero di navi che potranno attraccare contemporaneamente al molo Manfredi, facendo defluire verso la città migliaia di turisti al giorno. Il gioiello di Hadid riflette così la luce di un’ambizione che oggi appare una sfida avveniristica, considerando lo stato concreto delle cose: già da qualche mese, di fatto, le grandi navi della MSC, una delle maggiori compagnie crocieristiche internazionali, hanno abbandonato Salerno, non avendo possibilità di attracco. Sarà quindi necessario offrire per il futuro garanzie precise per avere un flusso degno di una città che aspira a diventare una delle principali mete turistiche del Mediterraneo. E queste garanzie dipendono ora non dalla indubbia bellezza della stazione marittima ma da un’imponente opera di dragaggio (che interessa diversi milioni di metri cubi di sabbia) e dai lavori di ampliamento dell’imboccatura del porto salernitano, per agevolare l’ingresso delle grandi navi.
La struttura ideata da Zaha Hadid, andata oltre l’immaginazione della sua stessa ideatrice, è vero, c’è: bellissima e splendente come la perla preziosa di un’ostrica che resta però tenacemente chiusa. Un’illusione beffarda e crudele, ma “tutto nel mondo è burla”, direbbe Falstaff, tra le ciarle della politica e l’ormai consueta polemica tra i sostenitori integralisti del sindaco emerito e i suoi oppositori apocalittici.
Salerno, città delle luci, ha nel frattempo acceso su di sé un faro che potrebbe illuminarla per davvero. Dipenderà dalla buona politica e dalla società civile fare in modo che questa luce rifletta una realtà concreta e non si riduca alla spettacolare illuminazione di una grande e vuota conchiglia brillante adagiata sul water-front.

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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