Salerno, murales d’eterno

Salerno, murales d’eterno
di Luigi Zampoli

imageSalerno, esterni di un caldo fine settimana d’ottobre. Una strada, una scala “dei mutilati” dalla trista denominazione, un poeta, il “nostro” poeta, Alfonso Gatto e i suoi versi che, tra ricordo e oblìo, fluttuano sulla città; fino a quando Alice Pasquini, giovane “street artist” di fama internazionale, riesce a farli suoi per qualche giorno e a restituirli per sempre, è il nostro auspicio, ammantati di colori, sfondi e figure.
Nel cuore di Salerno, nell’arco di tre giorni, la performance artistica di Alice ha preso forma davanti agli occhi ammirati, a volte stupiti, di passanti, curiosi, di tanti giovani che amano l’arte di strada e magari sanno appena (o per nulla) chi sia Alfonso Gatto, ma anche di tanti meno giovani che conoscono bene l’opera del poeta salernitano e, invece, non hanno consapevolezza delle forme espressive dell’arte metropolitana.
Sono tutti lì ad osservare il lavoro faticoso, colorato ed ispirato di Alice, che conferisce a questo spicchio di città una dimensione nuova, sconosciuta a queste latitudini, legandola alle suggestioni in versi del “nostro” poeta.
imageGli scalini che portano da via Velia alla piazza soprastante dei mutilati sono stati “imbiancati” con i versi delle poesie di Gatto, grazie al prezioso lavoro del direttore artistico Pino “GreenPino” Roscigno; sarà cura dei salernitani, ogni volta che percorreranno quelle rampe, vedere attentamente dove mettono i piedi… o meglio “leggere” quei versi che d’ora in poi accompagneranno i nostri passi da quelle parti.
Alla Fondazione “Alfonso Gatto” e al Comune di Salerno va il merito di aver voluto questa iniziativa che si pone in un solco diverso da tante altre manifestazioni, sicuramente meritevoli, ma forse troppo sganciate dal contesto storico-culturale del territorio.
Quando arte e poesia si fondono in maniera così naturale, sembra di assistere a un miracolo e al contempo ci si chiede come sia possibile che nessuno ci avesse pensato prima…; i murales di Alice Pasquini si trasformeranno in un simbolo della nostra città, volti e sfondi diventeranno per noi familiari e, soprattutto, i versi di Gatto avranno, in più, quella tangibilità fisica e sensoriale propria delle arti figurative. Assistere dal vivo allo sviluppo del lavoro dell’artista è stato emozionante: chi c’era ha visto nascere e crescere un’opera d’arte vivente, un novello Genius Loci di una rediviva Salerno, tra passato e presente. Per cui sorge spontaneo un secondo auspicio da esprimere: le cosiddette “Luci d’artista” teniamole lontane da questa scalinata; non ne ha alcun bisogno, ora brilla di una luce propria, molto più viva e autentica dei freddi bagliori di un Natale di plastica ed effimeri subbugli.

redazioneIconfronti