Salerno, sotto la bella immagine il grande degrado

Salerno, sotto la bella immagine il grande degrado


Turisti giapponesi, afroamericani, nordeuropei. Che il loro naso sia schiacciato, largo o all’insù, l’accoglienza a Salerno è uguale per tutti. Un terribile olezzo li assale alle narici, appena mettono piede sul molo cittadino. Hanno ancora stampata sul viso la soddisfazione per l’incantevole paesaggio di mare e terra che si sono goduti dal traghetto proveniente da Amalfi, quando cambiano improvvisamente espressione. È tardo pomeriggio, il sole già basso, e un venticello, che altrimenti sarebbe molto piacevole, muove un’aria nauseante. La spiegazione è a pochi passi. Accanto ad una campana per raccolta del vetro, dietro ad un’auto in sosta c’è un cumulo di rifiuti di ogni sorta: scatoloni, abiti, bottiglie, sacchetti contenenti chissà cosa. Sopra campeggia un divieto di sosta per le automobili fuori dagli spazi consentiti. I rifiuti, dunque, dovrebbero essere regolari.
Usciti dal porto, lo scenario non cambia. Sulla strada di fronte al lungomare, un tappeto di rifiuti costeggia il marciapiede. Ma, certo, questa via si può anche evitare. E forse così hanno pensato di fare le turiste che si vedono in foto. Peccato, però, che all’inferriata della strada percorsa faccia seguito una barriera di automobili parcheggiate. A fatica, con tanto di zaini e valigie, le due villeggianti riescono a scendere dal marciapiede e, loro malgrado, sono costrette ad attraversare la strada piena di rifiuti. Come dire, “Salerno si differenzia”.
(n.t.)
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