Salerno, sull’extracomunitario braccato indaghi la Procura

Salerno, sull’extracomunitario braccato indaghi la Procura
di Massimiliano Amato
Massimiliano Amato
Massimiliano Amato

Vogliamo la verità sulla pagliacciata di qualche giorno fa davanti al Maxi Sconto di via Capasso, a Salerno, e su come è stata raccontata dal Palazzo, con una nota che sembra tanto la classica pezza peggiore del buco. Vogliamo la verità, e invitiamo formalmente la Procura della Repubblica ad aprire un fascicolo. Ma non sul patetico show di un potente ormai speditamente incamminato sul viale del tramonto, costretto ad aggrapparsi a tutto per cercare di frenare l’ormai inarrestabile declino. No: quello è irrilevante. Interessa solo il Pd, e il centrosinistra tutto, che si ritrovano questo signore tra i piedi anche stavolta, cinque anni dopo il teatrino del 2010, ancora e sempre pervicacemente intenzionato a rappresentarli nella corsa per la Presidenza della Regione Campania. Con tanto di 6×3 (a proposito: chi paga?) già stampati e affissi. Il rischio – conclamato – è quello di candidareuno che non nasconde, anzi li sbandiera ogni volta che gli si presenta un’occasione, istinti imbarazzanti per i suoi stessi compagni di partito. Un recidivo, che non è affatto cambiato da quando, sempre pubblicamente, minacciava di “prendere a calci nei denti” i rom accampati dalle parti dello stadio Arechi. Nella migliore delle ipotesi, uno sgangherato leghista alla pummarola.

Tutto questo, come detto, non è importante. È sufficiente, a mo’ di epitaffio sull’aspetto “politico” della vicenda, il commento che Francesco Nicodemo, plenipotenziario napoletano di Matteo Renzi, ha lasciato sotto il video della sceneggiata che, postato sui social media, ha fatto in poche ore il giro del web. “Mi vergogno” ha lapidariamente scritto il dirigente del Pd, e non è un atto di

resipiscenza: ormai, nel giro del rottamatore fiorentino, il “modello Salerno” ha solo connotazioni negative. Da famoso è diventato famigerato. I fatti della mattinata, pur grotteschi, surreali, hanno assunto una dimensione preoccupante nel pomeriggio, e su questo il procuratore Lembo e i

suoi sostituti farebbero bene ad accendere i riflettori. Alle 18:08, circa otto ore (otto ore!) dopo la sceneggiata, quando cioè la vicenda, grazie ai video diffusi sul web, aveva travalicato gli angusti confini cittadini facendo inorridire mezza Italia (l’altra metà avrà riso a crepapelle), e la credibilità “democratica” dell’aspirante governatore della Campania per il centrosinistra era in caduta libera, dalla casella di posta elettronica del suo portavoce personale è partita una mail inquietante. Sì, inquietante: perché gli organi di informazione venivano informati che, durante una colluttazione, un giovane extracomunitario fermato per accattonaggio in via Pietro Capasso aveva ferito al naso un agente della polizia municipale, spedendone un altro al “Ruggi” con una costola fratturata.

L’inquietudine cresceva quando, scorrendo gli allegati, gli increduli cronisti s’imbattevano in due foto: una ritraeva un anonimo vigile urbano con il volto tumefatto e una ferita lacero­contusa al naso, mentre la seconda mostrava il “bottino” sequestrato al giovane extracomunitario: un tablet, due telefonini, banconote e monete per complessivi 117 euro. Dal comunicato non si capiva se il ragazzo è stato arrestato (come ordina il Codice: violenza e resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali), denunciato a piede libero (e sarebbe stata una gravissima omissione) o, invece, è

riuscito a svignarsela dopo aver messo ko i due agenti. Niente. Mistero assoluto. Così come è un mistero il fatto che, da nessuno dei tanti video girati sull’accaduto e disponibili in rete, emerga il particolare della colluttazione. Non solo: in nessuna immagine tra quelle girate da diversi passanti con gli smartphone compare un solo vigile dolorante, a terra, o ancora, un’ambulanza. E allora: cos’è successo veramente davanti al Maxi Sconto ieri mattina? E perché il protagonista dello show si è sentito in dovere di spiegare la sua versione – ovviamente identica a quella dei vigili urbani – sul proprio profilo Fb solo qualche minuto prima delle venti, quando ormai di ore dal fatto ne erano passate una decina? Sembrano domande oziose: invece investono in pieno la qualità della democrazia in questa città. Indaghi, la Procura. E chi ha assistito alla scena, ieri mattina, dia il proprio contributo alla ricostruzione della verità, andando a testimoniare.

redazioneIconfronti

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