Lun. Ago 26th, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

Salerno tra fanfare propagandistiche e crisi nera del teatro

2 min read
Clamori, rumori e un gran parlare servono a nascondere una situazione esplosiva
di Pasquale De Cristofaro
Pasquale De Cristofaro
Pasquale De Cristofaro

Lo stato di crisi in cui versa il teatro salernitano è sotto gli occhi di tutti. Scarso pubblico, pochi finanziamenti ed incertezza assoluta su programmazioni e rassegne. La cosa che però più mi turba sono tutti coloro che tempo fa decisero di vivere di teatro in città. Una decina in tutto, non di più. Questi, hanno avuto sempre una vita molto difficile ma oggi la cosa si è fatta assolutamente proibitiva. Quarantenni che sono costretti ad una precarietà ormai insostenibile senza alcuna speranza di un futuro possibile. La città non ha premiato la loro volontà e decisione di vivere professionalmente col teatro alimentando e foraggiando negli anni tanti gruppi amatoriali che hanno fatto sempre la parte del leone. Il pubblico e le istituzioni sono sempre stati incapaci di tutelare i timidi tentativi di professionalizzare un settore che, seppure con un mercato abbastanza asfittico, pure poteva nascere. Molti sono troppo vecchi per fare le valigie (per andare dove, dopo tutto anche nel teatro italiano gli attori riescono quando va bene a fare due, massimo tre mesi di lavoro) altri hanno ormai perduto ogni slancio, costretti vivacchiare e sopravvivere. E’doloroso ascoltare questo grido d’affanno da parte di giovani ormai adulti che avevano creduto nel teatro. Non resta che prendere atto  della situazione tragica e non aspettarsi più nulla. Il pessimismo di questo ragionamento fa da contrappunto alle fanfare propagandistiche che, invece, cercano di accreditare un sistema Salerno per quanto riguarda lo spettacolo. In verità, i teatri sono sull’orlo del precipizio e finanche quelli più garantiti non se la passano affatto bene. Clamori, rumori, un gran parlare, servono a nascondere una situazione esplosiva. Tantissimi sono i giovani che con passione si avvicinano a questo settore svecchiando repertori e moduli espressivi. Li guardo con una notevole simpatia e, al tempo stesso, con preoccupazione. A loro vorrei dire: “Non fatevi irretire. Se credete di avere talento andate via, altrimenti vivete il teatro con distacco per non farvi troppo male.”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *