Salerno, un porto europeo per uno sviluppo integrato

di Silvia Siniscalchi

Salerno PortoIl rapporto tra Salerno e il mare è congiunto alla stessa fondazione della città (194/197 a.C.), nata come “castrum” romano, con un porto marittimo rapidamente trasformato in dogana di Stato grazie alla preesistente floridezza economica e mercantile dell’antica Irna (testimoniata dai materiali archeologici scoperti nelle necropoli e nell’antico abitato etrusco-campano di Fratte). Conservato dai longobardi e dai normanni, ampliato da Manfredi di Svevia, dagli Angioini, da Roberto Sanseverino e dagli Aragonesi per le esigenze della celebre Fiera mercantile, solo nella seconda metà del XVIII secolo il porto sarebbe stato progressivamente consolidato con altre opere, fino a progressivi ampliamenti precedenti e successivi all’Unità d’Italia. Risale poi agli anni ’70 la costruzione delle banchine nel nuovo bacino, terminata nel 1980 con l’attuale struttura, fortemente voluta dal sindaco Alfonso Menna e tutt’oggi oggetto di polemiche per la sua ubicazione nel centro urbano. Un limite che, come osservato da Carmelo Conte su “La Città” della scorsa domenica, le impedisce di aspirare al ruolo di scalo internazionale, nonostante Salerno sia oggi divenuta uno dei maggiori porti nazionali, con un ruolo importante per il sistema industriale e commerciale del centro-sud. E di questa sua importanza si sono accorti anche in Europa, visto che, dopo vari riconoscimenti, nel 2013 quello salernitano è stato inserito tra i 319 porti europei considerati strategici dalla UE, attirando investimenti cospicui (73 milioni con il Por Fesr 2007-2013). Fin qui, dunque, tutto sembrerebbe candidare Salerno a divenire rappresentante di punta della portualità campana. Ma c’è un ma. La recente proposta del Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Maurizio Lupi di riorganizzare le 24 Autorità portuali italiane in nuovi accorpamenti, comportando per la Campania l’unione dei porti di Napoli, Castellammare di Stabia e Salerno, potrebbe condannare quest’ultimo alla subalternità. Malgrado la virtuosità della sua gestione, infatti, e nonostante le intenzioni del Ministro e del “Grande progetto Logistica e trasporti” della Regione Campania lo considerino complementare e non sottoposto a quello di Napoli (attualmente in fase di stallo, commissariato e privo di presidente dell’Authority), il porto di Salerno per dimensione e volumi non può competere con quest’ultimo, al di là delle aspirazioni (illogiche) al “sorpasso” di alcuni politici locali. È anche vero che Lupi, nell’ottica di una strategia sistemica e organica che supera la logica della competitività tra un porto e l’altro, affronti il problema di come integrare questi ultimi con la logistica, per renderli competitivi a livello europeo e internazionale. Per il porto di Salerno le aree in tal senso individuate come strategiche sono quelle dismesse dei poli industriali della città e delle principali pianure della sua provincia (valli del Sarno, dell’Irno e del Sele), con le quali i collegamenti diretti saranno garantiti dalle gallerie di Porta Ovest, attualmente in fase di realizzazione, che serviranno altresì a decongestionare il traffico urbano nell’area portuale.

L' on. Carmelo Conte
L’ on. Carmelo Conte

Ma, secondo la lucida analisi di Carmelo Conte, questa parte del piano deve essere accompagnata da un più organico e condiviso processo di sviluppo: orientare progressivamente in direzione turistica le attività del porto salernitano (considerando anche la sua prossimità geografica alla costiera amalfitana), avviare e completare il risanamento del porto di Napoli con la nomina di un commissario di scopo e convogliare, quindi, il progetto di integrazione di Lupi nella realizzazione di un unico grande porto campano, con un modello di gestione esteso all’imprenditoria privata.
Un progetto dunque lungimirante e di ampio respiro, quello di Conte, di cui certamente si avrà modo di discutere oggi pomeriggio nel seminario “Portualità, logistica integrata e sviluppo. Quattro aree strategiche: agro nocerino, Salerno, Valle dell’Irno, valle del Sele”, organizzato dalla Fondazione Mare Nostrum presso la Camera di Commercio di Salerno, che sarà introdotto dal giornalista Andrea Manzi con gli interventi dell’avvocato Federico Conte, del presidente dell’Autorità portuale Andrea Annunziata e del presidente di Assindustria Mauro Maccauro. Concluderà i lavori, il sottosegretario alle Infrastrutture, Umberto Del Basso De Caro.

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