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Salerno/luci d’artista? Cronache da un girone infernale

Salerno/luci d’artista? Cronache da un girone infernale
di Barbara Ruggiero

File lunghe chilometri e treni colmi all’inverosimile. È l’altra faccia delle luci d’artista, ciò che sta dietro le luminarie scintillanti che attirano frotte di turisti nella città di Salerno.
Se in questi giorni diventa difficile anche per un cittadino salernitano spostarsi di sera da un capo all’altro della città con la propria auto, è praticamente impossibile per chi viene da fuori avventurarsi con la propria automobile in direzione Salerno per una semplice passeggiata ad ammirare le decantate luci d’artista.
Dopo le notizie strombazzate a destra e a manca relative al potenziamento dei collegamenti sulla tratta ferroviaria Napoli-Salerno, abbiamo deciso di sperimentare direttamente il funzionamento dei trasporti pubblici e della viabilità.
Maggiore tranquillità e sicurezza senza problemi di traffico o di stress: era stato presentato così il potenziamento dei collegamenti sulla tratta ferroviaria Napoli-Salerno; servizio possibile grazie a un accordo firmato tra comune di Salerno e Ferrovie dello Stato. Prima precisazione necessaria: il potenziamento riguarda solo il servizio notturno, e cioè due sole corse tra le 23 e le 24. Per il resto, solite corse, con l’aggravante delle solite riduzioni di tratta che interessano normalmente i giorni festivi.
È la sera di Santo Stefano, clima mite e pomeriggio ideale per una passeggiata all’aria aperta lungo le principale arterie di Salerno. Alla stazione di Nocera Inferiore ci attende una folla che non immaginiamo. Tutti accalcati sul binario 4, in attesa del treno regionale delle 17.26 che, anche se con un ritardo di 10 minuti, è l’unico mezzo che promette di portare ad ammirare le tanto famose luci d’artista. Il treno sta per arrivare e una voce urla dall’altoparlante di non accalcarsi: le vetture sono già piene. Il treno arriva, si ferma, si aprono le porte, una cinquantina di passeggeri riescono a guadagnare a fatica un posto in piedi attaccati alle porte. Tutta la marea di persone, la gran parte di quelli che erano pronti a salirvi, restano a terra, sulla banchina della stazione, con una promessa: «Tra un’ora c’è l’altro treno» – annuncia quasi sarcasticamente qualcuno.
«È sempre così da quando ci sono le luci. Nel fine settimana, poi, non si capisce proprio più niente» – ci spiega un viaggiatore abituale mentre osserva intontito le centinaia di viaggiatori che si accalcano sulla banchina alla ricerca di un piccolo spazio vitale sul treno per raggiungere Salerno.
«Avanti, c’è posto» – grida chi resta a terra a coloro, chiamiamoli pure fortunati, che sono già accalcati nei vagoni. Sembra un girone dell’inferno: i passeggeri del treno viaggiano con i finestrini aperti: mancherebbe l’aria altrimenti. Qualcuno prova a lanciare dal finestrino un passeggino ad un viaggiatore già all’interno del vagone. «Prendi questo – dice, trafelato – il bimbo vedo di farlo passare dalla porta…». Scene allucinanti, da terzo mondo. Il treno viene da Napoli e, essendo un metropolitano, c’è da giurare che riuscirà a racimolare altre persone nelle fermate a Nocera Superiore, Cava de’ Tirreni e Vietri sul Mare. Tutti accalcati in attesa di essere poi liberati, dopo trenta minuti, alla stazione di Salerno.
«Scusate, ma mica è normale che si viaggi in questo modo» – chiediamo timidamente a un agente della Polfer che ci risponde a metà tra ironia e rassegnazione: «Non avete visto ancora niente, certe volte è ancora peggio!».
Guadagniamo l’uscita della stazione con un pensiero rivolto a quelli che hanno deciso di prendere il treno. «Se uno di quelli si sente male voglio vedere come va a finire» – pensa ad alta voce una donna con bambine al seguito che come noi ha assistito incredula all’assalto al treno e che torna mestamente a casa. Intanto una voce annuncia che dopo mezzora un’autocorsa sostitutiva porterà a Salerno tutti quelli che non sono riusciti a prendere il treno. Autocorsa sostitutiva: un autobus. Uno di quei mezzi su quattro ruote che a Salerno non arriverà mai.
Entriamo al casello dell’A3 a Nocera Inferiore; un cartello annuncia la chiusura dell’uscita Salerno Centro e consiglia lo svincolo di Fratte, salvo poi precisare che ci sono code fin da Vietri sul Mare. In realtà l’incolonnamento delle auto comincia subito dopo l’Autogrill di Nocera Superiore, ed i rallentamenti ci sono fin dal casello di Nocera Inferiore. Breve sosta all’Autogrill. Qualcuno ci informa che sull’A30 la situazione è drammatica: code fin dal casello di Mercato San Severino. Meglio allora uscire a Cava dei Tirreni. La serata è primaverile, la città discreta ed ospitale. Salerno e le sue scintillanti luci d’artista stanno bene come stanno.


b.ruggiero@iconfronti.it

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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