Sallusti: rifiuto i domiciliari, voglio andare in carcere

Sallusti: rifiuto i domiciliari, voglio andare in carcere

Il giudice di Sorveglianza si pronuncia e dice sì agli arresti domiciliari per Alessandro Sallusti. Ma il direttore del Giornale non ci sta, convoca una conferenza stampa presso la sede del quotidiano e annuncia: «Rifiuto la sentenza ma come cittadino italiano ne prendo atto e chiedo di essere mandato in carcere».
Il magistrato di Sorveglianza di Milano, Guido Brambilla, ha accolto l’istanza con cui la Procura del capoluogo lombardo ha chiesto l’espiazione della pena fuori dal carcere. Ricordiamo che Sallusti deve scontare condanna per diffamazione, diventata definitiva un mese fa, dopo la pronuncia della Cassazione. La condanna per Sallusti è arrivata in riferimento a un corsivo, pubblicato sotto lo pseudonimo Dreyfus, nel febbraio 2007 su Libero, giudicato lesivo nei confronti del giudice tutelare di Torino Cocilovo che ha sporto querela.
Al direttore del Giornale sono stati assegnati gli arresti domiciliari per cui, per il momento non potrà lavorare; è previsto, tuttavia, che il giornalista faccia richiesta di potersi recare a lavoro e di continuare a svolgere regolarmente la sua professione.
Ma Sallusti non ci sta e in conferenza stampa annuncia: «Non voglio sottrarmi alla pena, chiedo a Bruti Liberati di applicarla. Io sto al giornale, venitemi a prendere». E ancora, rivolto al capo della Procura: «Mi mandi i carabinieri oggi pomeriggio e mi traducano in un carcere. Se così non fa si rende lui responsabile del mio reato di evasione. Io mi sono preso le mie responsabilità e non mi sottraggo alla pena. È impossibile che la magistratura continui a comportarsi in questo modo senza mai pagare». Al discorso sul rifiuto degli arresti domiciliari, Sallusti ha aggiunto: «Seimila detenuti avrebbero lo stesso mio diritto e invece sono in carcere. Mi rifiuto di essere considerato come parte di una casta».
La direzione del quotidiano, intanto, è stata affidata a Nicola Porro che ha accettato l’incarico. «Il Giornale resta in buone mani a prescindere da quello che succederà» – ha concluso il direttore.
Al termine della conferenza stampa Sallusti è sceso in strada a salutare alcune decine di lettori che lo aspettavano sotto la sede del Giornale in via Gaetano Negri a Milano.
«Aspettiamo gli eventi. Sto aspettando la Digos che mi venga a prendere».

Barruggi

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