Salvate i marò dai cinismi politici

Salvate i marò dai cinismi politici
di Ernesto Scelza

Salvatore Girone, Massimiliano LatorreSconcertante. È così che non può non definirsi la vicenda che oramai da due anni si trascina in una lontana regione del Kerala, in India. Così si è espresso nientemeno che Napolitano, così ha rilanciato la ministra Emma Bonino. Così, diciamocelo, ci esprimiamo tutti commentando giorno dopo giorno l’accavallarsi delle notizie che ci vengono da quel subcontinente misterioso. A cavallo tra paleocapitalismo straccione e neocapitalismo. Tanto da farci ricredere sulla identificazione frettolosa tra processi di globalizzazione e modernizzazione.
Davvero non riusciamo a capire come si sia sviluppata questa vicenda che ha visto dei fucilieri della Marina militare italiana scortare una petroliera, la ‘Enrica Lexie’, reagire ad un supposto attacco pirata, venire arrestati sulla petroliera richiamata a Nendakara dalla Guardia costiera indiana dopo che rinvengono sul ‘St. Antony’ due pescatori colpiti a morte. La petroliera lascia il prima possibile il porto, dopo aver contattato l’armatore e avvisato le autorità italiane e i ministeri competenti. Da questo momento il problema è tutto italiano, di tutta l’Italia. L’opinione pubblica viene mobilitata e il Governo Berlusconi prima, e quelli Monti e Letta poi, si ritrovano un caso inestricabile dai risvolti –appunto – sconcertanti. Perché a scortare un cargo privato c’erano dei fucilieri di Marina, ufficiali dell’Esercito italiano, invece che guardie private? Perché l’Europa non si è sentita da subito coinvolta? Perché il caso dei marò è stato usato come strumento di propaganda nazionalista? In Italia, con tanto di esibizione di striscioni dai balconi dei palazzi del potere, e in India, attraversata da una interminabile campagna elettorale. Perché due militari, due persone, rischiano il carcere a vita, se non peggio, per il cinismo della politica? In Italia e in India.

redazioneIconfronti

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