Lun. Lug 22nd, 2019

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Salviamo il “Perito”, un liceo che ha fatto la storia

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I dibattiti de I Confronti 2 / di Antonio Manzo

Una incomprensibile decisione tendente allo “scorporo” e allo sdoppiamento, con una sede da aprire a Battipaglia, quindi in controtendenza con gli inevitabili accorpamenti che costituiscono la linea nazionale per istituti e insegnamenti, minaccia lo storico liceo classico “Perito” di Eboli. Dopo l’intervento di ieri, dell’ex ministro Carmelo Conte, registriamo le preoccupazioni di Antonio Manzo, altro allievo illustre della scuola, inviato speciale del Mattino di Napoli, nonché studioso della storia e delle dinamiche sociale del Mezzogiorno e del movimento cattolico. 

di Antonio Manzo

229201515432215Basterebbe prendere in prestito il vividissimo ritratto che Dino Buzzati, straordinario scrittore italiano e giornalista del Corriere della Sera, fece del suo professore di liceo, Luigi Castiglioni, per rendersi conto di chi siano stati i professori del liceo classico in Italia. E, oggi, di quanto valga la pena difendere un’istituzione scolastica già lesa dalla presunta inutilità della scuola umanistica per eccellenza, come se anche la più ardita delle tecnologie non dovesse beneficiare di un pensiero e di logica.

Mai avremmo pensato di dover sostenere una battaglia civile per evitare che il liceo classico “Perito” di Eboli venisse messo in discussione da una burocrazia che riproduce istituti scolastici come se fossero puntini sospensivi su indefinite mappe geografiche sulle quali il sapere non è mai destinato ad incrociare generazioni e storie di uomini che vogliono raggiungere le terre ferme dell’esistenza. Allora facciamoci soccorrere anche dal professore di Dino Buzzati, quel Luigi Castiglioni che fu uno dei maggiori filologi classici in Italia nella prima metà del secolo scorso. Luigi Castiglioni iniziò ad insegnare latino e greco nel liceo classico “Parini” di Milano, tuttora uno dei più famosi licei classici italiani.

Il giornalista Antonio Manzo
Il giornalista Antonio Manzo

«Luigi Castiglioni – scrisse Buzzatti del suo professore – prima di essere uno dei sommi latinisti e grecisti dei nostri tempi era un uomo vero e completo, una personalità estremamente felice, consapevole della propria forza, ma rispettoso dell’altrui valore; che al di là della sua dottrina filologica aveva una sensibilità di poeta… con quegli occhi fissanti in profondità con viva ironia».

Questi sono stati i maestri del liceo classico di Eboli, questo è stato il liceo “Perito” di Eboli. Vengo da questa scuola, non sarò mai fin troppo grato a quanti mi hanno insegnato valori, metodi e criteri per leggere la realtà. Non sarò mai fin troppo grato, io come i miei compagni del tempo, a maestri più che professori come Michele Melino, Wilma De Sario Tabano, Mario Caldarone, Guido de Paolis, Ena Pansa Gammino, padre Antonio Jovino, padre Cleto Leo, don Fernando Sparano ognuno con la sua specificità culturale ma tutti uniti da un grande valore: trasmettere conoscenza e senso critico, passione e capacità di sguardo sulla storia che vivevamo non che avremmo vissuto. Qui abbiamo imparato il valore dello studio, la capacità di affinare il senso critico rispetto alla storia che passa, la possibilità di legare gli eventi facendo spesso riferimento a quell’indistruttibile capacità dei classici greci e latini di sondare l’animo umano con un’attualità sconcertante, come se tutto accedesse ora davanti ai tuoi occhi e non invece in quei libri, in quei versi che rimandano a secoli e secoli.

Più andrà avanti la storia e più saremo costretti a fare i conti con il pensiero, cioè quella particolare capacità di riflettere sui tempi ma avendo gli strumenti della comprensione degli eventi, della possibilità di intercettarli o modificarli secondo una parola che ci inseguirà: cambiamento.

Perché va difeso il liceo classico di Eboli? Non per motivi campanilistici che nella realtà sono ampiamente superati ma perché, in una dimensione sociale come la piana del Sele, il liceo classico “Perito” di Eboli ha rappresentato una storia di educazione più che di emancipazione dove la forza della cultura ha insegnato principi, attitudini da introdurre nella vita e attività da sviluppare. Perfino l’educazione alla ribellione, sempre e comunque, al presente statico. E, soprattutto, offrendo a se stessi sempre mete da raggiungere. Ecco perché dal liceo classico di Eboli sono uscite generazioni di successo.

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